Betlemme, incendio in un convento cristiano ad opera dei radicalisti islamici

È stata aperta un’indagine e, secondo la polizia, i responsabili sarebbero da ricercare tra gli appartenenti a gruppi estremisti musulmani attivi nella zona

Distrutto. Ormai, del convento maronita di San Charbel a Betlemme non è rimasta che cenere, o quasi. L'edificio era in restauro, e per fortuna le fiamme non hanno causato morti o feriti. I danni però sono stati molteplici e importanti.

Sulla dinamica e le cause dell’incendio, Sobhy Makhoul, cancelliere del Patriarcato maronita a Gerusalemme non ha dubbi. Parlando ad Asia News ha dichiarato: “Si è trattato di un incendio doloso, innescato ad arte, non certo di un corto circuito legato all'impianto elettrico. Un atto di vandalismo in piena regola, che racchiude una matrice confessionale, ad opera di un gruppo o singoli esponenti del radicalismo islamico”.

Sembrerebbe che gli artefici di tutto questo siano entrati da una camera in cui erano stati accatastati molti oggetti e mobili. Le fiamme si sono dunque propagate in modo rapido in tutta la struttura.

È stata aperta subito un’indagine e, secondo la polizia, i responsabili sarebbero da ricercare tra gli appartenenti a gruppi estremisti musulmani attivi nella zona che, stando ad alcune indiscrezioni non ancora confermate, sarebbero già stati individuati e potrebbero finire agli arresti già nei prossimi giorni.

Commenti

buri

Mer, 30/09/2015 - 10:05

ecco i nostri politici permettono la costruzione di moschee, anche se la gente è contraria e loro incendiamo chiese, conventi e monasteri, sembra che ci siamo già arresi

Ritratto di Giorgio Prinzi

Giorgio Prinzi

Mer, 30/09/2015 - 10:35

Avevo nelle scorse settimane paventato in più sedi ed occasioni rischi di questo genere, ingenerati dall'inoppportuno e prematuro riconoscimento da parte vaticana di un fantomatico stato palestinese, di fatto un favore politico alla Cisgiordania nella convinzione di avere futura protezione per il luoghi santi al cristianesimo e per la loro fruizione. Ora il pontefice si prepara ad un viaggio africano nella "tana del lupo" a rischio elevatissimo.