Indiana, uccide l'ex compagna e le mangia il cervello

Scena raccapricciante quella che si sono trovati davanti gli agenti di Jeffersonville, negli Usa, durante un controllo di routine

Doveva essere un controllo di routine quello degli agenti di polizia di Jeffersonville, Indiana, che hanno bussato alla porta di Tammy Jo Blanton. I colleghi, vista l'assenza prolungata dal lavoro, ne avevano denunciato la scomparsa alle autorità. Ad accoglierli alla porta non c'era la proprietaria di casa, ma il suo ex compagno, Joseph Oberhansley. Gli agenti, insospettiti da una ferita sulla mano dell’uomo, non si sono fidati delle sue rassicurazioni e hanno fatto irruzione in casa.

Durante la perquisizione gli agenti hanno trovato la porta del retro sfondata e macchie di sangue per tutta l'abitazione. Nella tasca dei jeans dell'uomo un coltello sporco di sangue e dei capelli. Nella vasca da bagno il corpo della donna coperta con un telo. Il corpo aveva subito l'asportazione di alcune sue parti e la parte anteriore del cranio presentava una deformazione singolare.

Una volta passati alla cucina, buona parte dei dubbi degli inquirenti ha avuto risposta. Sulla tavola apparecchiata per il pranzo hanno rinvenuto un piatto con dentro una parte di osso cranico e sui fornelli una padella sporca di sangue e qualche residuo di carne cotta. Schiacciato dall'evidenza delle prove, la confessione del cannibale 33enne è arrivata in breve tempo.

"Ha confessato di aver rotto la porta sul retro della casa e anche quella del bagno dove Blanton si era rifugiata. Ha ucciso Blanton colpendola più volte con un coltello e ha ammesso di aver mutilato il suo corpo, utilizzando un seghetto per aprire il cranio. Egli ha inoltre ammesso di aver cucinare una parte del suo cervello e di averne invece mangiato un’altra parte cruda” , ha spiegato la polizia.

Commenti

Nerone2

Mar, 16/09/2014 - 19:07

Dopo aver letto l'articolo me' passata la voglia di mangia'!!!!

Raoul Pontalti

Mar, 16/09/2014 - 19:36

Trattandosi di un bianco della nobile etnia anglosassone e non di un marocchino e per giunta islamico dobbiamo essere prudenti prima di ritenerlo colpevole in luogo del più logico colpevole negro o arabo islamico. Anche la confessione può essere stata estorta o travisata. Potrebbe la povera Tammy essere stata uccisa da un negro o da un arabo (loro sono tipicamente capaci di certi efferati delitti) mentre il suo compagno era assente oppure non poté intervenire in tempo (e questo spiega la ferita) e poi per commemorare degnamente la compagna il nostro Joseph ha allestito il funebre banchetto è si è cibato del cervello della vittima quale reliquia. Ogni riferimento ai noti (s)ragionamenti di Stock47 è puramente casuale....