Insulti e frasi sessiste: costretto a lasciare il numero 1 di Miss America

Si è dimesso il capo dell’organizzazione del concorso Miss America, Sam Haskell. Ad innescare il terremoto la denuncia di 49 vincitrici del concorso, tra cui una di 87 anni incoronata nel 1948

Ha provato a resistere ma alla fine si è dovuto arrendere. Sam Haskell, capo dell’organizzazione di Miss America, si è dimesso dopo essere stato denunciato da 49 vincitrici, tra cui una di 87 anni incoronata nel 1948. A far scoppiare lo scandalo la pubblicazione di una serie di email interne all’organizzazione con apprezzamenti volgari e misogini da parte di Haskell.

"Siamo ferme nel denunciare molestie, bullismo e il mettere alla berlina, specialmente le donne, attraverso l’uso di termini dispregiativi tesi a denigrare e umiliare", si legge nella lettera pubblicata dalle 49 Miss America sull’Huffington Post. Nelle email pubblicate compaiono giudizi volgari, malevoli, sessisti riferiti alle vincitrici del concorso da parte del n. 1 del concorso. Tra le offese rivolte contro le miss quelle di essere rompiscatole, grasse e di "facili costumi". In alcune mail, invece, si commentava addirittura le presunta vita sessuale di alcune donne.

"Questo pomeriggio il consiglio di amministrazione di ’Miss America Organization’ ha accettato con effetto immediato le dimissioni da presidente esecutivo e Ad, Sam Haskell", si legge in una dichiarazione del presidente ad interim Dan Meyers, aggiungendo che sono "state accettate anche le dimissioni del presidente Lynn Weidner" cui è stato chiesto di restare al suo posto per 90 giorni per consentire una passaggio di consegne ordinato. Haskell, in diverse email pubblicate dall’Huffington Post si era lasciato andare a commenti volgari su alcune ex vincitrici del concorso.

Commenti
Ritratto di Gianfranco Robert Porelli

Gianfranco Robe...

Mer, 27/12/2017 - 12:50

Cosa ha detto? Che erano come la Boldrini? O la Boschi? O la Seracchiani? O la Pinotti?

Patriota_europeo

Gio, 28/12/2017 - 10:24

Oramai non fa ridere più. Questo nazifemminismo ha rotto i maroni. Alla fine resterà che l'unico a non aver molestato nessuna "attrice" è Rocco Siffredi.