Islington, il quartiere multietnico di Londra

A Islington, il 10% della popolazione è musulmana. Il 50% di coloro che hanno meno di 25 anni è di etnia non bianca

Le radici dell'odio sono profonde. A Islington, il quartiere dove si trova la moschea di Finsbury Park, il 10% della popolazione totale è musulmana, Secondo il censimento del 2011, la metà di coloro che hanno meno di 25 anni è di etnia non bianca. Nel quartiere si mescolano culture e religione diverse, con una popolazione di immigrati e cittadini di seconda generazione arrivati da Nigeria e Somalia, Tunisia e Marocco.

Nella Seven Sisters Road, la strada teatro dell'attacco con il furgone contro il gruppo di fedeli musulmani, ci sono almeno quattro moschee. L'attentato è avvenuto all'esterno del Muslim Welfare House, il centro culturale islamico, a 100 metri circa dalla moschea di Finsbury Park. La moschea era diventata tristemente famosa nei primi anni del 2000, ai tempi dell'imam egiziano Abu Hamza.

Inaugurata nel 1994, alla presenza del principe Carlo, Finsbury Park era stata pensata come spazio religioso per i musulmani, che non solo servisse gli interessi del crescente numero di fedeli a Londra, ma fosse anche un centro propulsore di relazioni positive tra i musulmani e i non musulmani delle zone circostanti. E tuttavia nel giro di qualche anno la moschea di Finsbury Park, con i sermoni incendiari dell'imam Abu Hamza, era diventato il simbolo della paura dell'estremismo e dell'islamismo.

Arrivato a Londra come studente, Abu Hamza al-Masri era diventato imam di Finsbury Park nel 1997: ben presto aveva cominciato a predicare una teologia violenta e non solo a propagandare l'estremismo, al-Qaeda e i talebani, ma anche ad addestrare i seguaci all'utilizzo alle armi (nel 2002 l'intelligence rivelò che si usavano kalashnikov all'interno della moschea). E quando divenne chiaro che la moschea era diventato un centro di reclutamento di estremisti 'pescatì tra i migranti economici dal Nord-Africa e il Medio Oriente, nel 2006 Abu Hamza fu messo in carcere e più tardi deportato in Usa; e nel 2015 è stato condannato all'ergastolo.

Dal 2005, la moschea ha cambiato gestione ed è diventata una comunità islamica molto rispettata, un centro di cultura interreligiosa, tanto che nel novembre 2014 ha vinto un premio dedicato alla cultura della tolleranza.

Commenti

Polgab

Lun, 19/06/2017 - 14:59

Perché continuate a chiamare multietnico tutto ciò che in verità è solo musulmano?