Israele, ex ministro arrestato: era una spia al soldo dell'Iran

L'ex ministro Gonen Segev è stato arrestato in Guinea Equatoriale a maggio, poi estradato in Israele. Lo Shin Bet lo accusa di aver passato informazioni sensibili all'Iran

L'ex ministro israeliano Gonen Segev è accusato di essere una spia al soldo dell'Iran. Lo Shin Bet, l'agenzia di intelligence per gli affari interni dello Stato di Israele, ha arrestato l'ex ministro dell'Energia con l'accusa di aver passato agli iraniani informazioni sensibili sulla sicurezza di Israele, in particolare riguardo al settore energetico e alla sua sicurezza. L'ex ministro è stato arrestato mentre era in Guinea Equatoriale a maggio ed è stato poi estradato su richiesta della polizia israeliana.

Secondo i media israeliani, Segev era presumibilmente un agente attivo al momento del suo arresto. E sembra che sia stato per ben due volte in Iran per incontrare i suoi mandanti. Un lavoro sporco che va avanti dal 2012, secondo i servizi israeliani. Lo Shin Bet, ritiene che Segev sia entrato in contatto con i funzionari dell'intelligence iraniana attraverso la loro l'ambasciata iraniana in Nigeria.

Come riporta il Times of Israel, lo Shin Bet ha dichiarato in una nota che "Segev ha dato ai suoi operatori informazioni sul settore energetico [israeliano], sui luoghi di sicurezza in Israele, su edifici e funzionari negli organismi diplomatici e di sicurezza, e molto altro". Per inviare i messaggi ai funzionari iraniani, utilizzava uno speciale dispositivo per crittografarli e li incontrava in alberghi sicuri in varie parti del mondo.

La carriera di Segev era finita da tempo. E adesso, con le accuse di essere una spia dell'Iran, si può dire conclusa per sempre, mentre si apre quella di essere un traditore. Nato come medico, ha servito come ministro dell'Energia negli anni '90. Poi sono iniziati i contatti con il crimine organizzato e la condanna nel 2005 per traffico di droga e falsificazione di passaporto diplomatico. Liberato nel 2007, gli è stata ridata la licenza medica per lavorare in Nigeria, dove ha presumibilmente conosciuto i suoi contatti iraniani.