Al Jazeera intervista il leader di al Nusra. Protesta della Siria all'Onu

L’ambasciatore siriano all’Onu lancia gravissime accuse alla tv del Qatar per un'intervista al leader di al Nusra

C'è un confine stretto, talvolta invisibile, tra politica e giornalismo. Con tutte le polemiche del caso. Stavolta il caso finisce addirittura alle Nazioni Unite. L’ambasciatore siriano all’Onu, Bashar al Jaafari, ha detto che l’intervista di "al Jazeera" con il leader del Fronte al Nusra (affiliato ad al Qaeda) ha violato le risoluzioni antiterrorismo dell’Onu. Jaafari, citato dai media locali, ha spiegato che l’intervista trasmessa dalla rete satellitare con sede in Qatar ad Abu Mohammed al Golani è stata utilizzata "per promuovere il terrorismo e lanciare minacce contro il il governo e la popolazione in Siria".

Secondo il diplomatico siriano "è chiaro che il regime del Qatar sta cercando tramite questa intervista con il capo di un gruppo terroristico - come indicato dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite - di ripulire l’immagine di al Nusra".

Ma perché l'intervista ad al Golani ha fatto così tanto arrabbiare la Siria? Il motivo è semplice: il leader di al Nusra ha dato, di sé, un'immagine moderata, spiegando che non c’è “alcun piano o direttiva per colpire l’Occidente. Abbiamo ricevuto ordini chiari di non utilizzare la Siria come un trampolino di lancio per attaccare gli Stati Uniti o in Europa". E ha aggiunto che l’obiettivo del conflitto è solo la sconfitta del “regime ei suoi agenti sul terreno, tra cui Hezbollah". Al Golani ha anche smentito l’esistenza del famigerato gruppo Khorasan, che secondo le intelligence internazionali sarebbe incaricato di progettare attentati in Occidente. "Non c’è nulla chiamato Khorasan. Gli americani hanno detto di volerlo colpire per ingannare il pubblico". Ovviamente questa è la versione di al Nusra, a cui, secondo l'mbasciatore siriano alle Nazioni unite, al Jazeera avrebbe dato troppo spazio, facendo propaganda anziché giornalismo

Al Golani ha negato contatti coi miliziani dell’Isis, dicendo che questi sono stati una delle principali minacce insieme ai soldati di Assad. E sulla proclamazione di uno "Stato islamico" non si è discostato dalle ben note posizioni di al Qaeda: “Prima di tutto bisogna consultare le fazioni e i gruppi del paese" e soltanto in un secondo momento prendere una decisione in proposito.

Commenti
Ritratto di bonoitalianoma

bonoitalianoma

Sab, 30/05/2015 - 19:08

Fin che c'è petrolio teniamocelo buono il Qatar poi si potrà scatarrarsi dalla rogna.

gillette

Dom, 31/05/2015 - 01:19

cosa significa: "non c’è “alcun piano o direttiva per colpire l’Occidente. Abbiamo ricevuto ordini chiari di non utilizzare la Siria come un trampolino di lancio per attaccare gli Stati Uniti o in Europa"... abbiamo ricevuto ordini? da chi? chi vuole destabilizzare la Siria? E perchè non ritiene una minaccia l'Isis? strana intervista.... molti punti oscuri !!!