Afghanistan, giorni di sangue. 10 giornalisti tra decine di morti

Almeno 40 le vittime in attacchi in diverse località del Paese. Isis colpisce a Kabul

Parenti di una vittima dell'attacco del 22 aprile in lacrime di fronte all'ospedale Isteqlal a Kabul

Torna a scorrere il sangue per le strade di Kabul, dove ventinove persone hanno perso la vita in un attentato che è soltanto l'ultimo in una scia di morte che racconta di un conflitto che in Afghanistan non è mai finito.

Due esplosioni, entrambe nell’area di Shashdarak, dove si trovano molti edifici istituzionali, da quello occupato dalla Nato a una serie di ambasciate straniere. Una motobomba guidata da un attentatore suicida ha colpito per prima.

Poi un secondo attacco, non lontano da alcuni edifici dell'intelligence e mirato a uccidere i giornalisti che nel frattempo erano accorsi sul posto per raccontare l'ennesima strage. A colpire sarebbe stato un uomo che si è spacciato per uno di loro. Sono 29 i morti già accertati e tra questi ci sono anche due polizotti e nove giornalisti.

Nella provincia di Khost nell'Afghanistan orientale, è stato invece ucciso Ahmad Shah, giornalista della edizione pashto della Bbc.

L'attacco di oggi a Kabul è stato rivendicato dallo Stato islamico, che ormai da alcuni anni è presente e colpisce anche in Afghanistan ed è stato seguito a poche ore di distanza da un'altra operazione contro un convoglio della Nato a Kandahar, a sud, durante il quale almeno undici persone sono morte e 15 sono rimaste ferite. Secondi i media locali i morti sono tutti bambini di una scuola coranica locale, mentre tra i feriti ci sarebbero anche cinque soldati romeni.

Non si contano più gli attacchi avvenuti nelle ultime settimane e le vittime civili. Ieri una donna e due bambine hanno perso la vita nella zona di Nangarhar, nella parte orientale dell'Afghanistan, uccisi da un colpo di mortaio inesploso. Altre sette bambini sono rimasti feriti nell'esplosione.

Due giorni fa sei persone, tra le quali due soldati afgani, sono morte nella provincia meridionale di Helmand, quando è esplosa un'autobomba che voleve colpire una base dell'esercito. Due domeniche fa almeno 57 persone sono morte ancora a Kabul, quando un uomo si è fatto esplodere di fronte a un centro di registrazione per le elezioni di ottobre, in una zona abitata dalla minoranza sciita Hazara, uno dei bersagli dichiarati del terrorismo locale.