Il Kenya in guerra contro gli alcolici illegali

Il Presidente Kenyatta ha lanciato una vera e propria battaglia contro il commercio e il consumo degli alcolici illegali. Una piaga quella dei liquori distillati in casa che ha mietuto decine di vittime e causato la cecità a molti consumatori

È una vera e propria guerra quella che ha dichiarato il Presidente del Kenya Uhuru Kenyatta. Il nemico però non sono i miliziani di Al-Shabab e neppure un esercito fatto di uomini e mezzi corazzati. La battaglia che è sta incendiando il Paese africano è contro un problema nascosto in migliaia di bottigliette di vetro e che nel solo mese di maggio ha fatto più di 70 vittime e decine di persone hanno perso la vista. La piaga contro cui il governo del Kenya si è mobilitato sono gli alcolici illegali. Il dramma delle bevande alcoliche distillate in casa e poi vendute nei chioschi e agli angoli delle strade è sempre più diffuso tra le fasce più povere della popolazione. Gin, grappe, tutte bevande ad un altissima gradazione che contengono metanolo e che negli slums e nei quartieri indigenti vengono bevute e trovano largo consumo proprio per i lori prezzi bassissimi.

Il Presidente kenyano ha così parlato in Parlamento: "Occorre fermare i mercanti di morte e ogni deputato deve creare un piano strategico insieme alla polizia per bloccare in ogni città il commercio illegale degli alcolici".

Migliaia di bottiglie sono state sequestrate, distrutte e con grande spettacolarità è stato dato fuoco a a centinaia di bevande, oltre ovviamente essere state revocate licenze e diversi bar sono stati fatti chiudere.

Dopo i primi giorni di attuazione della campagna la quadra del presidente Kenyatta ha dichiarato che sono stati fatti dei progressi e che l'operazione sta procedendo con esiti positivi. Ovviamente però occorrerà attendere i prossimi mesi per rendersi conto se effettivamente il giro di vite ha avuto successo oppure se si è trattato di un'esibizione propagandistica.