Kiev, scontri davanti al Parlamento. I deputati: "Provocazione di Saakashvili"

Undici poliziotti sono rimasti feriti negli scontri scoppiati davanti al Parlamento di Kiev. Forze dell'ordine bersagliate con pietre e molotov da un gruppo di manifestanti nazionalisti

Sono undici i poliziotti ucraini rimasti feriti negli scontri davanti al Parlamento di Kiev nella giornata di martedì. In mattinata diversi gruppi di manifestanti si erano radunati di fronte alla Verkhovna Rada per chiedere la creazione di un tribunale anti-corruzione, l’aumento delle pensioni per il personale militare in congedo e la nomina di un nuovo direttore della Banca Centrale ucraina.

Gli animi, secondo la ricostruzione dell’agenzia di stampa Xinhua, che cita il ministero dell'Interno di Kiev, si sarebbero poi scaldati quando un gruppo di attivisti, accampati davanti all'edificio con le bandiere ucraine e quelle dell’Upa di Stepan Bandera, ha tentato di incendiare alcuni pneumatici. Al divieto degli agenti i manifestanti hanno bersagliato i poliziotti con pietre e bottiglie molotov.

Nove le persone arrestate tra i contestatori. Il capo della polizia ucraina, Andrey Krischenko, secondo quanto riferisce l’agenzia russa Tass, ha parlato di “provocazione ben organizzata”. “Uno dei poliziotti feriti ha riportato una frattura alla clavicola mentre gli altri stanno ricevando assistenza medica”, ha detto ad un’emittente locale. La polizia ha aperto un’inchiesta per “violenza e minacce contro il personale delle forze dell’ordine”.

Ora la situazione fuori dal Parlamento sarebbe sotto controllo, mentre, via Facebook, è arrivata una prima rivendicazione dei disordini. Il gruppo nazionalista ucraino “Movimento di Liberazione” ha fatto sapere che a partecipare alle proteste sarebbero stati alcuni attivisti della stessa formazione, che chiedono le dimissioni del presidente ucraino, Petro Poroshenko e del presidente del Parlamento, Andrey Parubiy.

Il deputato ucraino Anton Gerashchenko ha puntato invece il dito contro l’ex premier georgiano, Mikhail Saakashvili, leader del Movimento delle Forze Nuove. Sarebbero gli attivisti guidati dall’ex governatore di Odessa, secondo Gerashchenko, citato dalla Tass, ad aver organizzato la “provocazione”. A metà febbraio circa 10mila sostenitori di Saakashvili erano scesi in piazza a Kiev per chiedere le dimissioni di Poroshenko e la formazione di un nuovo governo. Pochi giorni prima il leader georgiano era stato prelevato in un ristorante dalle forze di sicurezza ucraine ed espulso dal Paese.

Ex alleato del presidente ucraino, che gli aveva concesso la cittadinanza onoraria, ora è accusato dalle autorità di Kiev di voler “rovesciare l’ordine costituito”. Un'accusa che Saakashvili, ricercato anche in Georgia per una serie di reati, ha sempre rispedito al mittente. Tuttavia, da Varsavia, dove si trova dallo scorso 12 febbraio, l’ex presidente georgiano non ha mai smesso di attaccare Poroshenko, annunciando nuove manifestazioni di piazza in Ucraina. Il leader del Movimento delle Nuove Forze ha promesso di voler proseguire la sua campagna contro la leadership di Kiev fino a "spezzare il collo di Poroshenko e del procuratore generale Lutsenko".