L’Isis minaccia il Mediterraneo: anche le crociere sono a rischio?

Le navi nel mirino del Califfato. Le compagnie di crociera: “Siamo in contatto quotidiano con le autorità locali e internazionali”

Sempre meno chilometri ci separano dalla furia dell’Isis. Giusto qualche mese fa sembrava una minaccia lontana, relegata in un angolino come fenomeno proprio del Medio Oriente, come qualcosa che non ci avrebbe interessato da vicino. Poi sono arrivati gli orrori di Charlie Hebdo e l’escalation delle medievali esecuzioni di occidentali e cristiani. E oggi, per bocca degli stessi uomini di Abu Bakr al Baghdadi, siamo noi la loro prossima preda.

Il Califfato non ha confini e coordinate geografiche, ma un esercito di fanatici e cani sciolti pronti a tutto, mentre noi siamo impreparati. I tagliagole sono arrivati in Libia e tra noi e lo scatolone di sabbia c’è di mezzo solo il mare. E, proprio oggi, il Telegraph ha dato l’allarme, riportando l’analisi della Quilliam Foundation: lo Stato Islamico sta pianificando un’offensiva all’Europa Meridionale – cioè noi – infiltrando uomini sul barconi della morte diretti verso le coste italiane e attaccando chi solca il Mediterraneo al grido di “attaccate le navi crociate”.

Il traffico navale mercantile e le compagnie marittime sono le vittime designate. Quanto è alto il rischio? Le crociere, e lo loro rotte nel Mediterraneo, sono sicure? Lo abbiamo chiesto direttamente alla Cruise Line International Association, l’organizzazione che riunisce tutte le principali compagnie – tra cui, per esempio, Costa Crociere, MSC Crociere e Royal Caribbean – che operano in Europa e nel Mediterraneo e che, già da tempo, si tengono già da tempo lontane dalle zone calde.

La risposta della CLIA è affidata a un breve comunicato: “Le compagnie di crociera lavorano a stretto contatto con le autorità di tutto il mondo e hanno procedure rigorose, volte a garantire la sicurezza di passeggeri ed equipaggio. I documenti vengono scansionati e ci sono sistemi specifici capaci di confermare l’identità dei passeggeri nelle fasi d’imbarco e sbarco. Le compagnie di crociera assumono a tempo pieno professionisti della sicurezza, molti dei quali sono ex ufficiali delle forze dell’ordine, in contatto quotidiano con le autorità locali e internazionali”. E nella giornata odierna, nel corso di una conferenza stampa di MSC Crociere, l’amministratore delegato Gianno Onorato ha precisato che la compagnia – oltre a non avere navi che passano vicino alla Libia – è “in stretto contatto con la Farnesina e con le organizzazioni internazionali”. L’ad ha calmato le acque dicendosi tranquillo sul versante sicurezza: i porti “sono sotto stretto controllo di vigilanza” e le navi in mare “sono seguite da un particolare sistema che permette alle autorità di vigilare sulle rotte”. Questa, invece, la nota di Costa Crociere: "Cc considera la sicurezza degli Ospiti e dell’equipaggio come la massima priorità e segue con attenzione la situazione internazionale. L'Azienda è costantemente in contatto con le Autorità competenti per garantire la sicurezza delle proprie operazioni e attività e per un attento e costante monitoraggio dell’evolversi della situazione. Gli itinerari di Costa Crociere non prevedono scali in Libia". Basterà?

Commenti
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Jaspar44

Mer, 18/02/2015 - 20:35

" ... anche le crociere sono a rischio?" mi permetto di far notare che una domanda del genere è di una ingenuità disarmante.

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alasnairgi

Mer, 18/02/2015 - 22:57

Certo che non basterà. Abbiamo visto cosa combinano i pirati in Oceano Indiano. Non ci vorrà molto e con gli stessi metodi potranno attaccare le navi da crocera e i mercantili anche a distanze inimmaginabili dalle coste libiche. Basteranno un mercantile camuffato e un po' di barchini veloci con a bordo gente armata ed il gioco è fatto. Quando le metastasi si sono ramificate è difficile che il malato sopravviva. Occorre intervenire subito sul tumore prima che rilasci le metastasi.