L'amico di Lubitz: "Da un anno era chiuso in sè"

La testimonianza: "Da tempo lo vedevo sempre più depresso e alle feste non aveva voglia di divertirsi"

Dopo la tragedia, scattano le indagini per capire il motivo di un gesto così estremo come quello di Andreas Lubitz. Il primo a parlare è un amico del copilota. Nell'ultimo anno le condizioni mentali di Andreas Lubitz erano peggiorate e si era sempre più chiuso in se stesso. Lo ha raccontato, a condizione di anonimato, una persona che conobbe sei anni fa il 27enne che martedì avrebbe fatto schiantare sulle Alpi francesi il volo Germanwings con 150 persone a bordo. Frequentò con lui un corso per pilotare alianti. Prima che Lubitz diventasse copilota a fine 2013, i due erano usciti spesso per andare al cinema o in locali notturni. Tuttavia, in due feste di compleanno cui entrambi hanno partecipato l'amico aveva notato che Lubitz si era
chiuso in se stesso, tendeva a isolarsi e parlava molto poco. "Volare era la sua vita. Di solito era un amico tranquillo, ma nell'ultimo anno era peggiorato", ha raccontato.


Intanto emergono anche nuovi particolari sulla scelta da parte di Lubitz del luogo dello schianto. "La passione di Lubitz era volare sulle Alpi", ha raccontato Dieter Wagner, nel Centro volo di Montabaur, cittadina di origine del copilota di Germanwings responsabile del disastro. "Con l’Associazione - ha affermato l’uomo - abbiamo fatto delle escursioni sulle Alpi francesi. Lui era amico di mia nipote e volavano insieme». Nella missione in Francia con l’Associazione
avrebbero sorvolato una zona a pochi chilometri da dove è avvenuto l’impatto dell’Airbus A320 con la montagna.