L'Australia riaprirà l'isola ​carcere per i richiedenti asilo

Il governo australiano sarà costretto a riaprire il discusso centro di detenzione per rifugiati dell'Isola di Natale, dopo l'approvazione di una proposta di legge dell'opposizione laburista che prevede il trasferimento in Australia di circa mille richiedenti asilo bisognosi di cure mediche

Duro colpo per il governo conservatore australiano, battuto al Senato nella giornata di mercoledì su un emendamento dell'opposizione che si propone di cambiare radicalmente il sistema di gestione dei flussi migratori nel Paese. La proposta di legge presentata dal Partito Laburista consentirà infatti al personale sanitario di trasferire almeno mille persone in territorio australiano nel caso dovessero necessitare di cure mediche. Attualmente, i richiedenti asilo intercettati dalle navi della guardia costiera australiana vengono inviati nei centri di accoglienza situati a Manus Island - in Papua Nuova Guinea - e a Nauru, senza la possibilità di poter mettere piede in Australia. Una situazione complessa che tuttavia era già nota agli osservatori internazionali, i quali lo scorso agosto avevano lanciato l'allarme in merito alle persistenti violazioni dei diritti umani a cui venivano sottoposti da anni gli oltre duecento rifugiati - di cui 119 bambini - detenuti nelle strutture presenti a Nauru.

L'approvazione dell'emendamento laburista mina inoltre la precaria stabilità dell'esecutivo conservatore, già provato durante questi ultimi mesi dai sondaggi d'opinione che lo danno in costante calo per le elezioni parlamentari del prossimo maggio. L'azione politica del Primo Ministro Scott Morrison, subentrato a Malcolm Turnbull lo scorso 24 agosto, è stata infatti fin da subito incentrata sulla tolleranza zero nei confronti dell'immigrazione e sul rafforzamento della politica del "No way", varata dallo stesso Morrison nel settembre del 2013 quando era ministro per l'Immigrazione e la Protezione dei confini. Nel commentare la notizia del voto al Senato, il Premier ha poi affermato come questa nuova legge non farà altro che incentivare i richiedenti asilo a partire alla volta dell'Australia, costringendo il governo a riaprire il centro di detenzione ed identificazione situato sull'Isola di Natale.

Ai giornalisti presenti a Canberra, Morrison ha infatti dichiarato: "Abbiamo approvato la messa in atto della riapertura delle strutture di detenzione dell'Isola di Natale, sia per affrontare la prospettiva degli arrivi sia per gestire i successivi trasferimenti". Il centro di detenzione dell'Isola di Natale, distante circa 1550 chilometri dalle coste australiane, venne chiuso nel 2018 dopo oltre dieci anni di attività, da quando cioè il governo laburista guidato da Kevin Rudd decise di confinarvi i rifugiati diretti in Australia. Il successivo aumento dei flussi migratori, avvenuto proprio sotto la presidenza Rudd, fece però scoppiare diversi disordini all'interno della struttura ormai sovraffollata, i quali alimentarono ad alimentare l'immagine di un governo incapace di gestire l'immigrazione e la sicurezza nazionale, portando i conservatori a vincere le elezioni nel 2013.

Critiche alle affermazioni del Primo Ministro arrivano però dai parlamentari dell'opposizione, che accusano il governo di diffondere paure ingiustificate in quanto il provvedimento riguarderà solo gli immigrati attualmente detenuti nei due centri di Nauru e della Papua Nuova Guinea. La parlamentare indipendente Kerryn Phelps ha infatti dichiarato: "Questa nuova normativa fa riferimento solo alle persone ora detenute a Manus Island e a Nauru. Non incentiva in alcun modo le persone a lasciare i loro paesi per venire in Australia". Tuttavia secondo David Coleman, attuale ministro dell'Immigrazione, il provvedimento porterà migliaia di richiedenti asilo a recarsi in Indonesia e a pagare degli scafisti per farsi traghettare fino alle acque australiane, in maniera analoga a quanto accade da anni in Europa nel Mar Mediterraneo.

Commenti
Ritratto di vraie55

vraie55

Mer, 13/02/2019 - 22:28

Isole di concentramento? PESSIME per i concentrati ma non per gli australiani.

cgf

Mer, 13/02/2019 - 22:28

farebbero prima a costruire un ospedale sull'isola e forse, anzi certamente, aumenterebbe anche il turismo, non quello dei migranti e/o amanti del granchio rosso, ma di subacquei. Attualmente non vi sono garanzie in caso d'incidente e quella zona è meravigliosa per le immersioni. IDEM in Papua Nuova Guinea, se succede qualcosa, a parte i costi in larga parte coperti da assicurazione, ci possono volere anche decine di ore prima di arrivare ad un ospedale, meteo permettendo.

dagoleo

Gio, 14/02/2019 - 11:48

State attenti australiani che come niente in mano ai sinistrati vi ritrovate con città ormai invivibili come le nostre, in mano a criminali di ogni fatta e di ogni tipo.