L'editoriale

Ci sentiamo molto piccoli rispetto alla Cina. Ma questo non toglie che noi del Giornale siamo orgogliosi di iniziare, perfezionare e implementare questa partnership con China Media Group, di cui la rivista Cinitalia, oggi in omaggio a nostri lettori, è figlia.

Credo che la maggior parte degli italiani vivano la Cina come un grande mistero. La classe dirigente italiana, gli imprenditori, ben sanno cos’è la Cina e da anni hanno guardato ad essa con grande intraprendenza e l’hanno frequentata. Ma se parliamo della gente, la Cina è come un grande mistero, un mistero con tutte le sue contraddizioni.

È forse la più grande potenza economica del mondo e nello stesso tempo è un Paese che, filtrato con gli occhiali con cui noi occidentali e italiani guardiamo la storia, ha ancora in sè grandi contraddizioni. Come fa un Paese che ancora si professa
comunista ad essere in realtà il Paese che ha dato una spinta al liberismo e alla crescita dell’impresa privata e dell’economia globale in maniera così forte?

È un grande mistero e come tutti i misteri incuriosisce. Quindi credo sia utile un supplemento di conoscenza perché è la conoscenza che poi svela il mistero.

Buona lettura.

Commenti
Ritratto di dlux

dlux

Mar, 26/02/2019 - 13:45

Ma cosa dice, Direttore, noi la Cina la conosciamo benissimo!! La grande potenza economica che Lei tanto loda, è l'esempio classico dell'elusione delle regole. I Cinesi che si impiantano nel nostro tessuto economico NON si integrano con esso ma rimangono un corpo estraneo che tale vuole rimanere. E noi, stupidi, a lasciarli fare. No, le regole vanno rispettate, eccome! Un prodotto cinese NON offre garanzie di qualità alla stregua dei prodotti dalle aziende italiane. I prodotti Cinesi costano molto meno di quelli italiani proprio perché, non rispettando le nostre regole, possono permettersi una produzione a prezzi vantaggiosissimi e. pertanto, più che competitivi. Orari di lavoro massacranti, sfruttamento del lavoro minorile, posti di lavoro assolutamente insalubri, utilizzo di materie tossiche,... Ma cosa dice, Direttore? Bisognerebbe boicottarli e invece li magnifichiamo, boh!

Lorenzi

Mar, 26/02/2019 - 13:47

Un mio carissimo amico che, da quindici anni, vive in China e lavora nella filiale di una grossa azienda vicentina, sposato con una ragazza cinese e con due figli, mi spiega così: il 'regime' comunista fa i piani quinquennali e tutti coloro che sono delegati a realizzarli, se non si sentono in grado, devono rinunciare. Se accettano, ovviamente con tutti i vantaggi personali di cui beneciano, ma non li realizzano, vanno in galera, senza tanti processi. Elementare Watson!!

Paolo Perticaroli

Mar, 26/02/2019 - 14:01

Nessun mistero. Basta chiedere ai pidioti: come fa un capitalista italiano con residenza in Svizzera ad avere la tessera n.1 del partito comunista? Loro sanno. Il problema vero è che non lo vogliono dire, per non svelare il segreto......dell'isola che non c'è. Se non nella mente di che deve inventarsi una causa per non guardarsi allo specchio. Tranquilli, il nulla non può essere riflesso.

Valvo Vittorio

Mar, 26/02/2019 - 15:09

La Cina è un enorme paese che, in maniera graduale e senza infingimenti, ha saputo costruire un impero mondiale senza distorsioni religiose o ideologiche e questo grazie al progresso tecnico che evidenzia il pianeta. Mi rimane sempre in mente quel giovane che si piazzò davanti al carro armato "obbligandolo" a fermarsi e il tutto ripreso da un telefonino le cui immagini hanno fatto il giro del mondo! Quel giovane non era un aspirante suicida, ma un esemplare cittadino di un mondo globalizzato, commercialmente parlando.

ilrompiballe

Mar, 26/02/2019 - 16:17

Arrivederci e grazie

MARCO 34

Mar, 26/02/2019 - 18:18

dlux - Personalmente non compro nulla che abbia provenienza cinese, e, allo stesso modo non compro frutta e verdura dalla bancarelle gestite dai cinesi (Ormai oltre al 50% nel mercato ortofrutticolo della città in cui vivo). Non so se si possa chiamare boicottaggio ma lo faccio