Legato e imbavagliato in chiesa pastore finge un "attacco islamico"

La polizia non ci ha messo molto a capire che qualcosa nel suo racconto non andava

La polizia lo ha trovato con un pezzo di stoffa ficcato in bocca e le mani legate senza troppo impegno dietro la schiena, un sacchetto di plastica sulla testa e due pezzi di carta legati al petto e alla schiena, con scritti un paio di messaggi dal contenuto vagamente religioso e più di un errore.

Jairon Pena, un pastore di Somerville, nel New Jersey, ha accusato una coppia - un uomo e una donna - gridando all'attacco motivato da ragione religiose e sostenendo che gli aggressori avessero gettato a terra le Bibbie presenti in chiesa, insultando pesantemente le sue convinzioni religiose. Una storia di cui scrive la Cbs e che tuttavia è molto diversa da come il sacerdote l'ha raccontata.

Se infatti Pena accusava una coppia musulmana per quanto successo, agli inquirenti non ci è voluto molto per notare che non presentava il minimo segno di violenza e che la sua storia era piuttosto lacunosa, tanto che dopo qualche domanda il pastore ha ammesso di avere inscenato tutto, per "ragioni personali" che non ha voluto spiegare meglio.

Pena è stato arrestato e accusato di procurato allarme e di avere raccontato il falso alle forze dell'ordine. È stato poi rilasciato, ma dovrà comparire davanti a un tribunale.