L'esercito dello Zimbabwe prende il controllo della capitale

Carriarmati nelle strade, mentre i militari assicurano: "Il presidente sta bene"

Negano di avere preso il controllo del Paese con un golpe e assicurano che il presidente Robert Mugabe si trova al sicuro. Ma intanto i carriarmati hanno sfilato per le via della capitale dello Zimbabwe, mentre le forze armate prendevano il controllo di Zbc, la televisione nazionale, parlando di un'azione volta a "fermare i criminali che circondano il capo di Stato".

Le notizie che già ieri pomeriggio avevano iniziato lentamente a emergere si sono fatte più consistenti durante la notte e la situazione ad Harare ha preso ad assomigliare sempre di più a un colpo di Stato comandato dal generale Moyo, il capo di stato maggiore dell'esercito. Mugabe e la sua famiglia "sono al sicuro, e la loro sicurezza è garantita", hanno annunciato i militari. Anche tre dei ministri del governo sarebbero in arresto.

Il futuro del capo di Stato più longevo al mondo, al comando dalla rivoluzione del 1980, è in questo momento quantomai precario e la stessa situazione del Paese è poco chiara, con il corrispondente del Guardian che racconta di una Harare dove le truppe che si diceva avessero circondato il palazzo di Stato e il parlamento sono spariti e di una situazione "normale in modo quasi sconcertante".

Parlando dall'emittente nazionale i militari hanno criticato "criminali che stanno causando sofferenze sociali ed economiche al Paese", promettendo di "consegnarli alla giustizia". "Sono confinato in casa ma sto bene", ha confermato in mattinata il presidente Mugabe in una telefonata all'omologo sudafricano Jacob Zuma.

Ieri il generale Constantine Chiwenga, comandante delle forze di difesa dello Zimbabwe, aveva lanciato un messaggio sibillino, dicendo che "quando si trattasse di difendere la nostra rivoluzione, i militari non esiterebbero a fare un passo avanti".

Un passo che secondo il New York Times potrebbe essere stato determinato dagli ultimi movimenti nel Paese, con il vice presidente Emmerson Mnangagwa espulso dal partito di governo di Mugabe (Zanu Pf), in quello che è stato interpretato come il segnale di preparativi per un avvicendamento tra il presidente e la moglie Grace, che si è guadagnata sempre più spazio di manovra politica mentre Robert, oggi 93enne, era fiaccato da uno stato di salute che via via andava peggiorando.

È lo stesso account twitter dello Zanu a sostenere che non si ebba parlare di un golpe. "Si è deciso di intervenire perché la nostra costituzione è stata messa in pericolo. Il compagno Mnangagwa sarà presidente dello Zanu Pf ad interim secondo la costituzione della nostra organizzazione rivoluzionaria".

"La notte scorsa - si legge ancora - la famiglia del presidente è stata arrestata ed è al sicuro, era necessario sia secondo la costituzione che per la sicurezza della nazione".

Dopo l'intervento dei militari a tutti gli uomini della polizia è stato ordinato di tornare ai loro posti.

Commenti

Filippolamonaca

Mer, 15/11/2017 - 12:13

il problema dell'Africa è che viene governata da delinquenti che si arricchiscono e mettono i loro popoli in miseria. l'Onu, dovrebbe pensare a questo

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alfredido2

Mer, 15/11/2017 - 12:38

Mugabe è una calamità mondiale ,come il Dittatore "eterno" dell'Eritrea ,I Ras delle tribù Libiche ,il caos Somalo etc. Quasi tutta l'Africa vive un secolo di dittature insensate, privilegi contro soprusi ignobili . La prova del nove è la fuga disperata di qualche milione di profughi.L'ONU e' un buco nero che brucia centinaia di milioni di $ all'anno,ma non combina nulla. E allora ...si salvi chi può .

challant

Mer, 15/11/2017 - 12:47

La Rhodesia governata dai bianchi era uno stato efficiente e moderno, che con i suoi raccolti sfamava l'80% dell'Africa sub-sahariana. Da quando è diventata Zimbabwe, dittatura comunista guidata dal genocida Robert Mugabe, a causa del sistematico massacro dei coltivatori bianchi non riesce a sfamare nemmeno il 10% di se stessa. La differenza è che la Rhodesia - come il Sud Africa - era quotidianamente massacrata dalla stampa internazionale perché asseritamente razzista. Dal 1980, inizio del genocidio dei bianchi, la stampa internazionale non ne parla più. I nxxxi, tranne forse una sparuta minoranza (Mugabe e famiglia), stavano enormemente meglio sotto i bianchi.