Libano, così si rinnova l'alleanza sacra tra Hezbollah e maroniti

Il cardinale Béchara Raï ha ricevuto una delegazione del partito sciita guidata dal presidente del consiglio politico Ibrahim Amin al Sayyed e incassa il sostegno al generale cristiano Aoun

In Libano quello che è di Cesare è di Dio e viceversa. Questo martedì il cardinale cristiano Béchara Raï e una delegazione del partito sciita Hezbollah si sono incontrati a Bkerké, una località a 25 chilometri da Beirut dove dal 1823 si trova la sede del Patriarcato maronita. Il dialogo tra le due comunità religiose tra le più influenti è avvenuto in un momento in cui il Paese non riesce a superare l’impasse della crisi di governo. Da oltre un anno e mezzo la maggioranza - la “Coalizione dell’8 marzo” sostenuta da Teheran, di cui fanno parte gli sciiti di Hezbollah, Amal, il partito nazionalsocialista siriano e i cristiani del generale Michel Aoun - e l’opposizione - il blocco sunnita del “14 marzo”, vicino alla famiglia dell’ex premier assassinato Rafiq Hariri e appoggiato invece da Riad - non riescono a trovare un accordo per la nomina del nuovo presidente.

Dopo una lunga discussione dentro il monastero la delegazione del “Partito di Dio” guidata dal presidente del consiglio politico Ibrahim Amin al Sayyed ha affermato solennemente che il sostegno ad Aoun (leader della coalizione di maggioranza) è un fatto “morale” prima ancora che politico. “Nessuna menzogna e nessuna manovra, per noi la politica è un’etica e una questione di principio”, ha detto Sayyed rinnovando di fatto quell’alleanza sacra e trans-confessionale nata il 7 maggio del 2005, quando il generale Aoun, riparato in Francia nel 1990 in seguito alla sua posizione anti-siriana e poco prima degli accordi di Tai’f che misero fine alla guerra civile, tornò in Libano per rilanciare la sua corrente patriottica, rompere definitivamente i rapporti con la fazione maronita filo-israeliana e contrastare l’alleanza formatisi tra il sunnita Mustaqbal Hariri, il druso Walid Joumblatt, il Partito delle Forze Libanesi di Geagea e il Partito della Falange di Gemayel.

Così dopo gli accordi di Doha del 2008 che diedero vita alla coalizione che ancora oggi possiede la maggioranza parlamentare in Libano, il patto tra il partito sciita e quello cristiano maronita si rinnova nel luogo sacro di Bkerké.

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Commenti
Ritratto di xulxul

xulxul

Mer, 30/12/2015 - 15:59

Mussulmani e Cristiani sanno andare d'accordo se non ci sono le intromissioni criminali degli sporchi interessi occidentali. Vedi Isis tanto per citare l'ultima porcata.

Raoul Pontalti

Mer, 30/12/2015 - 17:07

E ora La Chiesa maronita sarà dichiarata organizzazione criminale e terroristica in quanto alleata di Hezbollah...

Dordolio

Mer, 30/12/2015 - 20:06

Chissà in un suo articolo cosa scriverebbe la Nirenstein sull'argomento....

Ritratto di giubra63

giubra63

Sab, 13/02/2016 - 02:13

I veri cristiani sono la Falange di Gemayel, non asserviti ai musulmani sciiti terroristi dei Combattenti Partito di Allah ovvero Hezbollah. Forza Falange, riprendi il potere assieme ai Drusi

jeanmermoz

Sab, 13/02/2016 - 10:34

Ma costui ha un profilo Facebook? E con tutti i casini che stanno creando e pure sorridente! Oddio!!!