Liberato francescano rapito in Siria

Padre Dhiya Azziz era già stato sequestrato dai jihadisti a luglio. Nei giorni scorsi lo avevano fermato mentre tornava dalla Turchia

Tornava dalla Turchia, dove si era recato per incontrare la sua famiglia, che lì ha trovato rifugio, in fuga da una Siria devastata dalla guerra civile. Padre Dhiya Azziz, un francescano responsabile della parrocchia di Yacoubieh, era stato fermato mentre viaggiava in taxi, di nuovo nel Paese di Assad. È stato rilasciato oggi, dopo più di una settimana.

A dare l'annuncio della liberazione del sacerdote è la Custodia della Terra Santa, che il 27 aveva suonato l'allarme, poiché dal 23, due giorni prima del Natale, di lui non si sapeva più nulla. "Lecito pensare che sia stato preso da qualche gruppo", dicevano allora.

E se certezze su cosa gli sia accaduto per il momento sembrano non esserci, non sarebbe tuttavia il primo problema del genere per il francescano, che presta la sua opera in una zona della provincia di Idlib dove la presenza jihadista è molto forte.

A luglio padre Dhiya Azziz era stato liberato da un gruppo di uomini probabilmente legati al Fronte al-Nusra, il gruppo che in Siria rappresenta i jihadisti di al-Qaida, dopo una settimana sotto sequestro. Il gruppo allora negò qualsiasi coinvolgimento nel rapimento, accusando non meglio precisati sbandati desiderosi di approfittarsi della situazione per un tornaconto personale.

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