Libia: attentato a Bengasi, quattro morti durante funerale di un generale dell'Lna

Tensione a Bengasi dopo che un'autobomba ha colpito il corteo funebre di Khalifa Al Mismari, un generane dell'Lna di Haftar morto nei giorni scorsi per una malattia. Quattro al momento le vittime accertate

La colonna di fumo dopo l'esplosione a Bengasi in una foto di SpecialeLibia.it

Sono molto gravi le notizie che giungono da Bengasi, città colpita da una violenta esplosione nella zona del cimitero di Hawari e dove adesso monta la tensione in quanto si temono molte vittime per via di un attentato terroristico.

L’esplosione sembra proprio frutto di un’autobomba azionata durante un momento molto delicato sotto il profilo della sicurezza: infatti, nel momento dell’esplosione, nel quartiere di Hawari è in corso il funerale di Khalifa al-Mismari, ex generale dell’Lna (il Libyan National Army guidato da Khalifa Haftar) morto per una malattia nei giorni scorsi.

Si contano al momento, secondo fonti locali, quattro morti. Ma si teme che il bilancio finale delle vittime possa essere ancora più elevato e che, soprattutto, tra i morti possa esserci qualche personaggio eccellente dell’Lna.

Bengasi del resto è una sorta di vera e propria capitale dell’est della Libia, della parte cioè in gran parte controllata da Haftar. A pochi chilometri dalla città, vi è la base militare in cui ha sede il Libyan National Army e da cui lo stesso Haftar segue l’evolversi del conflitto alle porte di Tripoli.

Ma non solo: Bengasi è una sorta di simbolo dei successi del generale uomo forte della Cirenaica, cartina di tornasole dell’operazione dignità, la stessa cioè lanciata dal suo Lna nel 2014 per sconfiggere gli islamisti e costringerli ad abbandonare le principali città della parte orientale della Libia.

Dunque un attentato a Bengasi genera molto clamore ed è un importante danno d’immagine per lo stesso Haftar, sia nell’ovest della Libia che all’estero.

Alle esequie colpite dall’attentato, al momento ancora non rivendicato, sono diversi gli esponenti di spicco dell’Lna che stavano partecipando: oltre alla paura per un possibile elevato numero di vittime, il timore è anche su possibili morti eccellenti tra i fedelissimi di Haftar.

Le fonti di stampa locali, parlano di un clima di forte tensione a Bengasi: forze di sicurezza avrebbero sbarrato le uscite principali della città, uomini dell’Lna stanno accorrendo anche nel centro del capoluogo della Cirenaica per mettere subito in sicurezza l’area.

Non è comunque la prima volta che il terrorismo colpisce Bengasi da quando, a partire dal 2017, la città torna interamente nelle mani di Haftar. Sono diversi gli episodi infatti registrati da un anno a questa parte, quello di queste ore però potrebbe essere il più significativo in quanto diretto contro un luogo in cui è certificata la presenza di soldati dell’Lna.

Anche dopo la fine dell’operazione dignità, a Bengasi sono segnalate cellule isolate di Anshar Al Sharia, oltre che dell’Isis.

Commenti
Ritratto di Marcello.508

Marcello.508

Gio, 11/07/2019 - 16:16

Il micron le tenta tutte: l'Eni è un piatto troppo ghiotto per rininciarvi (le 14 colonie non rendono abbastanza?). Ricordi, però, che a Sarkò andò male: brutto indizio, specie se certi atti si fanno alla luce del sole.

AlMaG

Gio, 11/07/2019 - 16:54

Ma questi signori che si guerreggiano,le due fazioni insomma della Libia,non sono tutti islamici? Che dice o dirà il Dio della MezzaLuna o Maometto?Per chi patteggeranno?Eppoi gli stessi africani che giungono in Libia, e la maggioranza sono anche islamici ambosesso,come mai vengono perseguitati,sodomizzati,violentati,chiamati “Cani neri”dagli stessi confratelli islamici?Ma questo è l’Islam?Invece di aiutarli?Che dirà Allah e Maometto?Approvano questo scempio fratricida?Ma che religione è questa se non solo politica per sottomettere i propri e gli altrui popoli?