Così Erdogan arma la Libia: "Duemila miliziani con Serraj"

Sultano infiamma Tripoli: avrebbe pagato migliaia di combattenti siriani promettendo loro anche la cittadinanza turca

Un segreto oramai non più tale: in Libia, ed in particolar modo attorno alla capitale Tripoli, sono dispiegati sempre più miliziani siriani prelevati dalla provincia di Idlib, l’ultima ancora fuori dal controllo del governo di Damasco.

Già da fine dicembre foto e video hanno contribuito a confermare le prime indiscrezioni in merito arrivate subito dopo il via libera di Ankara al sostegno militare al governo libico guidato da Fayez Al Sarraj. Ma adesso è anche il quotidiano inglese The Guardian a confermare le notizie.

In particolare, almeno duemila miliziani siriani sono già stati trasferiti a Tripoli o sono comunque in procinto di arrivare nell’area dei combattimenti. Garante dell’operazione, come appreso dal quotidiano inglese da fonti siriane, è stata per l’appunto la Turchia. Ankara infatti, avrebbe promesso duemila dollari al mese, più spese mediche per i feriti e rimpatrio per i caduti in battaglia.

Non solo: il governo turco, tra le altre cose, si sarebbe impegnato anche a conferire la cittadinanza turca a chi in questi giorni si sta recando in Libia per combattere. Un modo per invogliare sempre più miliziani a recarsi a Tripoli e dar manforte alle milizie locali impegnate nel respingere le offensive del generale Haftar.

Sempre dal The Guardian, è stato inoltre specificato che i contratti, valevoli per sei mesi, sono stati siglati direttamente con il governo libico di Al Sarraj.

L’operazione è figlia del progetto turco di dare manforte militare a Tripoli e sostegno all’esecutivo guidato dallo stesso Al Sarraj. I miliziani siriani trasferiti in Libia, ad Idlib hanno combattuto in passato tra le fila di gruppi molto vicini ad ambienti islamisti.

Si tratta di milizie anti Assad addestrate dalla Turchia a partire dal 2012, composte per la verità non solo da siriani ma anche da cittadini con altre nazionalità. Al loro interno infatti, ci sarebbero anche uzbeki, uiguri, iracheni e diversi foreign fighters. Alcune di queste sigle sono state in passato anche affibbiate al fronte Al Nusra, oggi chiamato “Tahrir Al Sham”, costola siriana dell’organizzazione jiahdista Al Qaeda.

L’invio di milizie siriane è sempre stato smentito sia da Ankara che da Tripoli. Il governo di Al Sarraj, dopo le prime indiscrezioni di dicembre, ha dichiarato che video e foto che hanno confermato la notizia erano in realtà messinscena per screditare l’appoggio turco all’esecutivo libico.

Ma oramai sul fatto che in Libia stiano combattendo anche miliziani siriani non è più un mistero e costituisce un dato di fatto sempre più incontrovertibile. Molti di loro sarebbero già stati feriti, almeno in tre invece uccisi durante i combattimenti.

Per l’Italia e l’Europa la presenza di questi miliziani non è una buona notizia: il rischio concreto è che la lotta jihadista prima presente ad Idlib venga adesso portata lungo le coste del Mediterraneo.

Commenti

venco

Mer, 15/01/2020 - 11:07

meglio Serraj che Haftar, ma il governo italiano sosteneva Serraj e poi si è messo contro.

cgf

Mer, 15/01/2020 - 11:30

@venco sicuro? lei sa chi sono e come sono i fratelli mussulmani?

Holmert

Mer, 15/01/2020 - 11:35

Io non capisco come si possa dire al generale Haftar di fermare la sua azione di guerra ed avanzata verso Tripoli. Pare che sia a pochi chilometri dalla capitale della Tripolitania libica, dopo avere conquistato passo dopo passo, i territori ora occupati. E non senza sacrificare vite umane, soldati del suo schieramento, armi e mezzi oltre che uomini. Ed ora c'è chi pensa di fermarlo. Io non credo che Haftar si fermi ed Fayez Al Sarraj è bene se ne faccia una ragione e cambi aria ,sinché è in tempo. E L'Italia del Contebis si metta nella zucca senza semi(c.cerebrali) che con le chiacchiere non si è risolto mai nulla ed intorno al tavolo ci si mette solo per mangiare.L'unica cosa che funziona bene.

Yossi0

Mer, 15/01/2020 - 11:38

Serraj fa parte dei fratelli musulmani, miliardari grazie al Qatar dove si sono rifugiati in particolare e non solo dall’Egitto. Il Qatar sostiene economicamente la Turchia e il suo presidente che da quando è stato unto e bisunto ha reintrodotto alcune pratiche islamiche tipo il velo alle donne nei servizi pubblici, e forte del sostegno economico della fratellanza musulmana, ha iniziato il suo percorso di arroganza nell’area che rasenta il bullismo; in modo indiretto combatte contro l’Egitto nemico acerrimo dei fratelli musulmani non da oggi, e si spiega perché l’Egitto sostiene Haftar.

Ernestinho

Mer, 15/01/2020 - 11:51

Follia collettiva! Le guerre non portare niente di buono a NESSUNO! E coloro che la dichiarano purtroppo non vanno a combattere!

anna.53

Mer, 15/01/2020 - 12:15

Le guerre sono assurde e servono ai potenti della terra e ai potentati economici Il sultano si sta allargando con l'aiuto della Russia x ragioni evidenti e i fratelli musulmani con lui, un pericolo enorme.

Ritratto di ichhatteinenKam.

ichhatteinenKam.

Mer, 15/01/2020 - 12:47

Sidi el-Hani, Bu Meliana del 26 ottobre i sacrifici dei Nostri BISNONNI tutti inutili e vani

gpetricich

Mer, 15/01/2020 - 13:39

Il TG ha trasmesso uno stralcio del discorso di oggi di Di Maio sulla Libia nel quale il vostro ministro degli esteri afferma che “in Libia ci sono ingerenze esterne, per cui è necessario l’intervento dell’Unione Europea…..” e quindi un’altra ingerenza esterna. Purtroppo siamo nelle mani di un branco di irresponsabili che non sanno neppure quello che dicono. E’ chiaro che l’unica vera ingerenza esterna in Libia è Fayez al-Sarraj, mai eletto dal popolo Libico ed imposto dall’esterno, a differenza del Parlamento di Tobruk.

DRAGONI

Mer, 15/01/2020 - 15:20

NOI GLI MANDIAMO I DI MAIO E GIUSEPPI!!