La lotta tra sciiti e sunniti si espande e approda in Africa

La Nigeria ha massacrato oltre 300 sciiti e arrestato il loro leader, ora l'Iran chiede l'immediata scarcerazione di quest'ultimo

Ryiad decapita l'imam sciita Nimr-al Nimr, Teheran s'indigna, la violenza delle accuse tra i sauditi e i persiani conduce in 24 ore l'intero mondo ad osservare la crisi diplomatica che travolge i due Paesi. Una tensione che sale esponenzialmente, il rischio del passaggio dalla guerra degli ambasciatori a quella degli eserciti rimane concreto e intanto i combattimenti per procura infiammano lo Yemen e la Siria. Ma la contrapposizione tra Arabia Saudita e Iran non è una divisione tra due stati ma una lotta interna all'islam tra sciiti e sunniti e interessa anche altre nazioni e continenti.

Lo scontro tra le due correnti confessionali, è stata anche la causa di un massacro avvenuto in Nigeria a dicembre quando l'esercito governativo ha ammazzato 300 sciiti, molti sepolti poi in una fossa comune. Nell'azione inoltre è rimasto ferito e poi arrestato anche il loro leader Ibrahim Zakzaky, oggi detenuto nelle carceri nigeriane. I motivi sul perché della strage sono contrastanti a seconda delle fonti. L'esercito sostiene di aver reagito in risposta a un tentativo di assassinio di un generale, i membri del Movimento Islamico della Nigeria ( il gruppo sciita nigeriano nato su ispirazione della rivoluzione khomeinista e supportato dall'Iran) affermano invece che si è trattato di un attacco indiscriminato a dei fedeli che stavano pregando. Quel che è certo è che oggi l'episodio sta provocando un'ulteriore spaccatura nel mondo islamico, infatti anche i rapporti tra Abuja e Teheran si stanno incrinando giorno dopo giorno. Nella capitale iraniana le manifestazioni per la scarcerazione dell'imam Zarkzaky sono quotidiane e pure il governo è intervenuto, attraverso il portavoce del Ministro degli Esteri, che ha chiesto l'immediata scarcerazione della guida del MIN.

Ma la situazione religiosa in Nigeria è esasperata. Oltre ai problemi legati a Boko Haram, al massacro degli sciiti, è notizia di oggi che un tribunale religioso di Kano ha condannato a morte Abdul Nyass e cinque suoi adepti della confraternita Tidjaniya per aver dichiarato che il sufi Niasse è stato più grande di Maometto. Episodi che oltre ad allarmare per quella che è la violazione dei diritti umani nel Paese più popoloso dell'Africa, sono un campanello di allarme per il rischio concreto di un' ulteriore deriva armata e di un acuirsi dello spargimento di sangue nel ventre dell'Africa e dell'Islam.

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Commenti

killkoms

Mer, 06/01/2016 - 19:55

..finché si scannano tra di loro..!

MgK457

Mer, 06/01/2016 - 21:48

DOVE C'E' ISLAM C'E' GUERRA: LA PIU' FALSA DI TUTTE LE RELIGIONI MA NON DITELO A Bergoglio lui PENSA CHE SIA UNA RELIGIONE DI PACE.

Raoul Pontalti

Mer, 06/01/2016 - 23:11

Il corrotto governo a presidenza cristiana della Nigeria non trova di meglio che prendersela con gli sciiti (alleati con i cristiani ribelli del Delta del Niger che combattono per la propria sopravvivenza in un ambiente distrutto dalle multinazionali occidentali del petrolio). A questo punto si spiega anche Boko Haram...