Lula comprò il silenzio di Marcos Valerio nella prima tangentopoli petista

Si chiamava Mensalao ed esplose nel 2005 ma, magicamente, l'allora presidente ne uscì illeso. Ora Delcidio do Amaral spiega perché: furono pagati parte dei 220 milioni chiesti da un pubblicitario che ricattava Lula in cambio del suo silenzio

Secondo quanto rivelato ieri dalla rivista Istoé, l’ex presidente Lula ha comperato il silenzio di Marcos Valerio, l’ex pubblicitario oggi in carcere che garantirsi il suo silenzio nella Commissione d’Inchiesta Parlamentare (CPI) delle poste che indagava sul Mensalao, il primo grande scandalo targato PT (il partito di Dilma Rousseff e Lula) scoppiato nel 2005.

Questo dice, testualmente, il petista Delcidio do Amaral, ex leader in Senato del governo e, dopo l’arresto di qualche mese fa, collaboratore di giustizia degli inquirenti verde-oro.

“Il 14 febbraio del 2006 parlai con Paulo Okamoto (attuale braccio destro di Lula e presidente dell’omonimo Istituto, anche lui oggi interrogato ‘coercitivamente’ dalla polizia) a Belo Horizonte per pagare una somma promessa a Marcos Valerio in cambio del suo silenzio in merito al Mensalao”.

Nei due giorni successivi Delcidio si riunì prima di nuovo con Okamoto e poi con l’ex presidente Lula, al quale il senatore petista disse: “sono appena uscito dall’ufficio del signore che lei ha mandato a Belo Horizonte. Corra presidente, altrimenti le cose peggioreranno ulteriormente”.

Il giorno dopo Delcidio fu chiamato dall’allora ministro della Giustizia brasiliano, Marcio Thomas Bastos, che gli disse: “sembra che la sua riunione con Lula sia stata ottima”. La risposta dell’oggi collaboratore di giustizia fu: “non lo so se sia stata buona per lui”.

A seguire, l’allora ministro dell’Economia chiamò Delcidio dicendogli che Lula era “arrabbiato” con lui per il tono della conversazione. Ciononostante, Palocci disse che da quel momento sarebbe stato lui a farsi carico della somma dovuta.

Marcos Valerio ricevette, in contanti, ma non tutto quanto aveva chiesto (220 milioni di reais, circa 50 milioni di euro al cambio di oggi) ma, in ogni caso, la storia ha dimostrato cosa c’era come contropartita: Marcos Valerio tenne la bocca chiusa di fronte alla Commissione d’Inchiesta delle poste che indagava sul Mensalao.

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