Malesia, liberati oranghi e coccodrilli ostaggio di contrabbandieri

Blitz della polizia malese al largo delle coste della Malesia che ha salvato oltre 400 animali esotici dalla vendita illegale nel mercato nero. Arrestati i tre contrabbandieri a bordo dell’imbarcazione

La polizia malese ha condotto stamane una grande operazione di pronto intervento al largo delle coste malesi, a poche decine di miglia dalla famosa isola turistica di Langkawi, per salvare una barca con più di 400 animali a bordo.

L’immediato arresto dei trafficanti sulla nave illegale ha reso possibile la liberazione di moltissime specie di animali (alcune molto rare), tra cui anche due giovani orangotango, decine di coccodrilli marini e diverse razze di uccelli. Tra gli animali salvati, le autorità hanno anche recuperato alcuni piccoli cuccioli di marsupiali, oltre a dozzine di parrocchetti e di pappagalli coloratissimi.

L’obiettivo dei tre criminali fermati era quello di trasportare il carico di animali dall'Indonesia alla Thailandia, per poi venderli una volta arrivati a destinazione. La legge malese è molto severa in tema di contrabbando di animali protetti, e prevede l’arresto dei sospetti trafficanti che ora rischiano fino a 10 anni di carcere.

Le autorità doganali di questi stati (Indonesia, Malesia e Thailandia) non sono nuove a questo tipo d’interventi. L’anno scorso, infatti, la polizia tailandese ha intercettato e subito fermato un cittadino malese che stava cercando di attraversare il confine meridionale del paese con due giovani orangotango e altri 60 animali in un taxi.

La cosa incredibile è che negli anni il commercio illegale di fauna selvatica è in continua espansione, nonostante gli enormi sforzi fatti da questi paesi per ostacolare e bloccare l’avanzata del fenomeno. E il mercato in cui si svolge questa compravendita è il web, o meglio ancora Facebook. Stupisce, infatti, constatare che sul social network piu’ usato al mondo (e in teoria anche quello piu’ controllato) si possa indisturbatamente contrattare il prezzo di acquisto di un animale esotico e magari in via d’estinzione, il tutto alla luce del sole e pubblicamente. Come riportato da Kanitha Krishnasamy, programme manager di Traffic, ong a salvaguardia degli animali, “l'ascesa dei social media sembra aver permesso la creazione di un fiorente mercato per gli animali selvatici … che prima non esisteva in Malesia”.