Media Usa: "Maduro è stato sfiduciato dal suo ministro della Difesa"

La notizia relativa alla “sfiducia” espressa dal ministro della Difesa venezuelano a Maduro in nome e per conto dell’esercito nazionale è stata pubblicata all’indomani dell’inizio del secondo mandato presidenziale dell’esponente chavista

I media Usa hanno riportato in questi giorni una notizia relativa alle “profonde divisioni” maturate all’interno del governo venezuelano. Un importante esponente della leadership chavista avrebbe infatti iniziato a “esercitare pressioni su Maduro” affinché quest’ultimo “lasci l’incarico di presidente della repubblica”.

Il primo organo di informazione americano a denunciare la “spaccatura” creatasi nell’esecutivo di Caracas è stato The Washington Post. Ad avviso di tale quotidiano, il membro del governo “ribellatosi” ultimamente al capo dello Stato sarebbe il ministro della Difesa Vladimir Padrino Lopez. Costui avrebbe di recente intimato a Maduro, a nome delle forze armate nazionali, di “dimettersi”.

Secondo l’organo di stampa Usa, il ministro avrebbe rivolto tale esortazione al leader bolivariano evidenziando la “crescente disaffezione” del personale militare nei confronti dell’operato dell’esecutivo di Caracas. Padrino Lopez avrebbe quindi agito in qualità di portavoce di un esercito “sempre più preoccupato” per il prolungarsi della crisi economica e per i continui arresti di membri delle forze armate operati dalla Milicia Nacional Bolivariana, reparto speciale controllato da Maduro e mirante alla repressione dell’“antichavismo”. The Washington Post sostiene che soldati e ufficiali si sarebbero ormai convinti della “totale incapacità del presidente di amministrare il Paese” e avrebbero così sollecitato il titolare della Difesa a mettere il leader di Caracas davanti a un “bivio”: “dimettersi” oppure provocare la “ribellione di tutto il personale militare”.

La notizia relativa alla “sfiducia” espressa ultimamente da Padrino Lopez a Maduro in nome e per conto dell’esercito non ha ricevuto per il momento conferme ufficiali. Caracas non ha infatti rilasciato comunicati sulle presunte “divisioni interne” all’esecutivo chavista.

Le rivelazioni di The Washington Post sono state pubblicate all’indomani dell’inizio ufficiale del secondo mandato del politico socialista alla guida della repubblica bolivariana. La cerimonia di insediamento di Maduro è stata però disertata dai capi di Stato sudamericani membri del “Gruppo di Lima”, quale segno di protesta nei confronti delle “sistematiche violazioni dei diritti umani” perpetrate dalle autorità chaviste ai danni del popolo venezuelano.