Militari brasiliani attaccati in una favela a Rio. Morto un soldato

Gli uomini avevano sbagliato strada ed erano entrati nella baraccopoli mentre percorrevano la “Linha Amarela”, una delle principali arterie di Rio de Janeiro, che porta dall’Aeroporto al Villaggio Olimpico

Tre uomini della Forza Nazionale, impegnati nella sicurezza delle Olimpiadi di Rio de Janeiro, sono stati attaccati da trafficanti di droga nel pomeriggio di mercoledì. Due militari sono stati feriti e uno è rimasto ucciso, dopo essere stato colpito alla testa da una pallottola di fucile. Il soldato Helio Vieira, ricoverato in gravi condizioni all’ospedale Salgado Filho, ha subito un intervento chirurgico di cinque ore ma non ha resistito ai ferimento.

I militari erano entrati per errore nella favela di Vila do João, nel complesso di baraccopoli di Maré, regione settentrionale di Rio de Janeiro, mentre percorrevano la “Linha Amarela”, una delle principali arterie stradali della metropoli brasiliana. Imboccando uno svincolo sbagliato per prendere la “Linha Vermelha”, altra strada di grande comunicazione che taglia in due Rio, sono finiti dentro la favela, venendo immediatamente attaccati da narcos. Subito dopo aver aperto il fuoco contro il veicolo militare, i banditi si sono dileguati per le stradine che compongono lo slum. I soldati feriti sono stati soccorsi dai passanti e da un tassista che transitava di lì per caso.

Il complesso di favelas di Maré si trova a ridosso dell’incrocio tra le principali vie di comunicazione di Rio de Janeiro e a poche decine di metri dall’aeroporto internazionale Antonio Carlos Jobim, principale porta d’ingresso nella città olimpica. Maré è considerato uno dei punti sensibili per l’area di sicurezza delle Olimpiadi. Delegazioni olimpiche, atleti e turisti stranieri passano accanto ad una zona dominata da due bande di trafficanti, il Comando Vermelho e l’ADA (Amigo dos Amigos), e un'altra controllata dalle milicias, paramilitari fortemente armati. Tutti e tre in costante conflitto tra loro.

A seguito dell’attacco, il ministro della Giustizia del Brasile, Alexandre de Moraes, ha convocato una riunione di emergenza con tutti i rappresentanti delle forze di sicurezza impegnate a Rio per definire possibili azioni nella Maré.

"Non vi anticipo nulla. Abbiamo iniziato un lavoro di intelligence e abbiamo individuato due persone che avrebbero partecipato a questo attacco", ha dichiarato Moraes.

Gli uomini della Forza Nazionale di tutti gli stati della federazione brasiliana sono stati fatti convergere a Rio de Janeiro per garantire la sicurezza delle Olimpiadi. La città è praticamente militarizzata, in particolare nelle zone intorno alle sedi olimpiche, aeroporti e punti turistici.

Lo scorso anno i responsabili del piano di sicurezza di Rio 2016 hanno previsto l'installazione di una UPP (Unità di Polizia Pacificatrice) in tutto il complesso. In tutti i principali eventi che si sono svolti a Rio dal 1990, le favelas di Maré sono state sempre occupate dalle forze di sicurezza governative, in modo da evitare qualsiasi rischio. Durante la Coppa del Mondo del 2014 l'esercito brasiliano ha mantenuto un numeroso contingente truppe in assetto da battaglia in tutte le favelas del complesso. Tuttavia, il crack finanziario dello stato di Rio de Janeiro e i numerosi attacchi dei trafficanti ad altre UPP già installate in altre favelas hanno portato la Segreteria di Sicurezza a sostenere il progetto.

Nel gennaio di quest'anno si è pensato di occupare tutti gli accessi al complesso di favelas utilizzando uomini della polizia militare. Ma anche questa opzione è stata scartata. Infine, si è cogitato di chiedere fossero le Forze Armate a pattugliare gli ingressi della favela, ma i militari si sono rifiutati. Temevano la ripetizione dei problemi provocati dall'occupazione manu militari di Maré tra l’aprile 2014 e il giugno 2015. Ad oggi sono ancora in svolgimento numerosi processi nei tribunali ordinari di Rio de Janeiro contro soldati, accusati di aver commesso abusi e aggressioni contro gli abitanti della favela. Conclusione: nessuna vigilanza agli accessi alla favela.

RISCHIO COSTANTE

È comune che errori di orientamento di automobilisti che entrano per errore nelle favelas, come quello commesso dai tre uomini della Forza Nazionale, tutti e tre provenienti da altri stati brasiliani, vengano scambiati per operazioni di polizia e le automobili crivellate di colpi di arma da fuoco. La pessima segnaletica delle strade di Rio porta molti turisti e anche cittadini cariocas a sbagliare direzione e a finire dritti nelle favelas

È il caso di Maria Lucia Araujo, 49 anni, ferita da una pallottola alla gamba dopo la sua auto è stata attaccata con cinque spari lo scorso giugno. Nel luglio 2013, l'ingegnere Gil Augusto Barbosa, 53 anni, è stato ucciso quando è entrato ad alta velocità a Maré. Andava l'aeroporto internazionale per incontrare la moglie quando ha sbagliato strada. Nel 1995, due auto con 11 tifosi della squadra di calcio del Santos che tornavano a San Paolo dopo una partita a Rio sono stati ricevuti a colpi di arma da fuoco nello stesso luogo. Uno di loro è morto.

Commenti
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Civis

Lun, 15/08/2016 - 17:42

Una pulitina ogni tanto no? Forse ci sono troppe cointeressenze.

free62

Lun, 15/08/2016 - 18:03

sono gli stessi che non ci hanno consegnato Battisti. per esempio io non avrei fatto partecipare il paese alle olimpiadi, forse questo paesucoli (vedi india) avrebbero iniziato a guardarci con il minimo di rispetto che ci spetta. pia illusione

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Omar El Mukhtar

Lun, 15/08/2016 - 19:18

E basta con ste favele islamiche!

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do-ut-des

Mar, 16/08/2016 - 08:22

ecco è proprio lì che dovete mandare un auto senza pilota ma con manichini e dall'alto seguire tutte le azioni e combatterli questi delinquenti.