Da Morales a Kirchner, scandali della izquierda

Lo scandalo Petrobras che ha investito il Partito dei lavoratori in Brasile è solo l'ultimo di una serie di bufere giudiziarie che si sono abbattute sulla 'izquierdà del Sudamerica

Lo scandalo Petrobras che ha investito il Partito dei lavoratori in Brasile è solo l'ultimo di una serie di bufere giudiziarie che si sono abbattute sulla izquierda del Sudamerica, contribuendo al declino di una generazione di leader di sinistra: - Dilma Rousseff (Brasile): lo scandalo Petrobras, dal nome del colosso petrolifero statale, riguarda due miliardi di dollari in tangenti che sarebbero stati pagati al Partito dei lavoratori della presidente Rousseff (che era nel consiglio di amministrazione e poi ministro dell'Energia all'epoca in cui furono pagate le mazzette) e del suo predecessore Lula.

I fondi neri venivano creati sovrafatturando 14 aziende compiacenti. A ottobre la Rousseff è sfuggita all'impeachment ma è crollata nei sondaggi - Evo Morales (Bolivia): nelle ultime settimane sono finiti in carcere l'ex compagna del presidente Morales, Gabriela Zapata e un funzionario presidenziale. Per quest'ultimo l'accusa è di appropriazione indebita di denaro pubblico, per aver depositato sul conto di Zapata 30mila dollari e averla fatta viaggiare impropriamente su mezzi di Stato. Lo scandalo ha scalfito il leader indigeno che ha perso il referendum per un quarto mandato. - Nicolas Maduro (Venezuela): a novembre un'indagine dell'agenzia anti-droga americana (Dea) ha coinvolto la famiglia presidenziale.

Due nipoti della moglie del presidente, Nicolas Maduro, sono stati arrestati a Haiti con un carico di 800 chili di cocaina. - Cristina Kirchner (Argentina): nel gennaio 2015, la presidente Kirchner era stata accusata di aver insabbiato l'inchiesta sulla strage contro la comunità ebraica del 1994 (85 morti), attribuita ai servizi iraniani. Il caso era affidato al pm Alberto Nisman, trovato morto poco prima della seduta del Parlamento in cui avrebbe dovuto presentare il dossier. Successivamente un giudice federale ha lasciato cadere le accuse nei confronti della leader peronista, ma alle presidenziali di novembre il delfino della presidente uscente, Daniel Scioli, è stato sconfitto dal rivale conservatore Mauricio Macri.