Il Muos di Niscemi è ufficialmente operativo

"Le antenne del MUOS trasmettono regolarmente. Le controversie con i residenti che hanno bloccato l'attivazione delle tre stazioni di terra a Niscemi, in Sicilia, sono state risolte"

Dopo sette anni di lavori ed una spesa complessiva di 7 miliardi di dollari per i quattro terminali terrestri, la Marina Militare degli Stati Uniti ha attivato anche la stazione MUOS di Niscemi, ritenuta in una posizione chiave per le comunicazioni nel Mediterraneo e nel Medio Oriente. Costruita nella riserva della Sughereta, l’impianto sorge nella stessa zona sono attive le 46 antenne del Naval Radio Transmitter realizzate nel 1991.

Ad annunciare l’attivazione delle tre stazioni terra dell’asset MUOS in Sicilia, l’ammiraglio Christian Becker, responsabile del Comando e Controllo delle Comunicazioni e dell'Intelligence del Pentagono, durante una conferenza del Center for Strategic and International Systems sul Ruolo dello Spazio nelle operazioni marittime.

Ad una precisa domanda, Becker ha risposto che “le controversie con i residenti che hanno bloccato l'attivazione delle tre stazione di terra a Niscemi, in Sicilia, sono state risolte. Le antenne del Mobile User Objective System sono operative e trasmettono regolarmente”.

La Costellazione Muos

Il Mobile User Objective System è stato progettato per fornire ai militari maggiori capacità di comunicazione rispetto ai sistemi esistenti. I quattro satelliti (più uno di riserva) MUOS in orbita geostazionaria, sono dotati di Code Division Multiple Access a banda larga (WCDMA), con una velocità di trasmissione 16 volte maggiore rispetto l'attuale sistema satellitare Ultra High Frequency (UHF). Ogni satellite MUOS è pienamente compatibile anche con le precedenti frequenze utilizzate così da assicurare una transizione fluida nella tecnologia WCDMA, mandando in pensione il sistema UFO (UHF Follow-On). Il Mobile User Objective System si basa su quattro stazioni di terra associate ad un satellite. Ogni stazione ospita tre antenne paraboliche alte come un palazzo di dieci piani e larghe venti metri.

Le stazioni MUOS nel globo

La prima stazione sorge presso l'Australian Defence Satellite Communications Station, a Kojarena, circa 30 km a est di Geraldto. La seconda nella SATCOM Facility, Northwest, Chesapeake nel Sud-Est della Virginia, la terza nelle Hawaii. Il quarto sito si trova a Niscemi, in Sicilia, a circa 60 km dalla Naval Air Station di Sigonella.

Come funziona il MUOS

Il MUOS è stato concepito come un sistema onnipresente. Ogni satellite si interfaccia costantemente con due stazioni di terra. La seconda opzione riduce un’improvvisa interruzione di trasmissione causata dalla possibile perdita del segnale di un satellite con una delle due stazioni. E’ come se soldati e piattaforme sul campo disponessero sempre ed in qualsiasi parte del mondo di una connessione stabile ad alta velocità, senza la necessità fisica di una cella, così come avviene per i cellulari. Tutte le piattaforme sono quindi collegate alla stessa rete geostazionaria. In questo modo, secondo le specifiche del Mobile User Objective System, si dovrebbero prevenire errori e decisioni sbagliate causate dalla mancanza di informazioni in tempo reale provenienti dal campo di battaglia. Poche ore fa, anche il MUOS-5 è stato dichiarato operativo. L’unità di riserva è in orbita geostazionaria a 22.000 miglia sopra le Hawaii. Il MUOS-5 è stato lanciato il 24 giugno scorso. Una successiva anomalia nel satellite ha richiesto una manovra di trasferimento in orbita intermedia per consentire alla squadra MUOS di valutare la situazione e determinare le soluzioni da adottare. L’intera flotta sottomarina statunitense, dopo i test con i boomer, è interfacciata con la costellazione MUOS.

La decisione del Tribunale del riesame

Lo scorso agosto, la quinta sezione del Tribunale del riesame di Catania ha dissequestrato l'impianto del Mobile User Objective System disponendo “la revoca del decreto di sequestro emesso il 31 marzo del 2015 dal Gip di Caltagirone e la restituzione dell’impianto al ministero della Difesa”. I giudici hanno accolto la tesi dell'avvocatura dello Stato, in rappresentanza del Ministero della Difesa. Quest’ultimo aveva presentato ricorso avverso la decisione del Tribunale di Caltagirone, emessa il 6 giugno scorso, nel mantenere i sigilli alla struttura militare. Il MUOS, per il Tribunale del riesame, non è più abusivo.