Nella cella di El Chapo: "Qui non sento il mio nome"

Il re del narcotraffico è rinchiuso in una cella di 2 metri per 4 a Supermax. Da qui nessuno è mai evaso. Intanto la guerra per la successione si fa sempre più violenta

Da Supermax nessuno è mai evaso. 400 detenuti sono rinchiusi in celle singole con pareti insonorizzate, da dove escono solo per un'ora al giorno. Tra loro c'è anche Joaquín Guzmán, El Chapo.

Condannato all'ergastolo, reso più duro da altri 30 anni supplementari, il re del narcotraffico è arrivato in gran segreto nel penitenziario del Colorado. Alle 3.37 del giorno seguente la lettura della sentenza, un jet impiegato per i viaggi dei prigionieri è partito dall'aeroporto di La Guardia. Dopo più di tre ore, come spiega il Corriere, il velivolo è atterrato in Colorado, a circa 40 miglia dalla super prigione.

El Chapo è entrato all'ADX Florence Supermax in tarda mattinata. Ad attenderlo, la cella di 2 metri per 4, con un piccolo water, un lavandino e una branda in cemento. Sopra al letto una finestra grande 10 centimetri per far entrare la luce. Dopo essere evaso due volte dal carcere in Messico, questa volta per El Chapo sarà impossibile fuggire.

Il carcere è stato inaugurato nel 1994 con un solo scopo: ospitare "the worst of the worst", i peggiori di tutti. I prigionieri sono infatti terroristi, jihadisti, capi-gang e boss del narcotraffico.

"Mi mandano in un luogo dove non sarà possibile neppure sentire il mio nome. Non c’è giustizia", aveva protestato El Chapo. Qui è sorvegliato costantemente. Sono in molti infatti a volerlo morto: da chi teme che possa collaborare, ai suoi ex complici.

Nel frattempo, dopo la condanna del signore della droga, la guerra per la successione si è fatta ancora più violenta.

Commenti

polonio210

Mar, 23/07/2019 - 15:50

Per caso credeva di essere in Italia?Un trafficante internazionale di droga,un capo di una banda paramilitare dedita alle stragi,un pluriomicida,un criminale incallito come costui è già tanto che non lo abbiano condannato a morte.Sarebbe ora di smetterla con il buonismo,in merito al carcere che deve redimere il criminale, che impera a casa nostra.Un criminale non si recupera.Un criminale non si ravvede se non per propria convenienza.Un criminale va tolto dalla circolazione,per proteggere la società,seppellendolo in una cella 2x4 buttando via la chiave.Invece di depennare i reati bisogna inasprire le pene.Omicidio,spaccio traffico e uso di droga,stupro,sono reati gravissimi la cui pena dovrebbe partire dall'ergastolo senza nessuna attenuante.

enzolitti

Mar, 23/07/2019 - 16:49

Eh sì, forse ha sentito che, se fosse in Italia, riceverebbe la visita di qualche radicale e di qualche piddino. Purtroppo per lui, si trova in un Paese serio come gli USA.

Ritratto di bonoitalianoma

bonoitalianoma

Mar, 23/07/2019 - 18:37

Anche nel Bel Paese esistono carceri di massima sicurezza dove nessuno è mai riuscito ad evadere ... sì, quelle iniziate con la posa della prima pietra e mai completate dove gli unici reclusi sono stati gli operai che dovevano "rifinire" il lavoro per percepire il finanziamento dei lavori in corso d'opera.