New York, identificati i resti di un'altra vittima dell'11 settembre

È la 1643esima vittima identificata tra le 2753 scomparse negli attacchi terroristici al World Trade Center

Il New York City Medical Examiner ha identificato i resti di un’altra vittima dell’11 settembre. Si tratta di un uomo, la cui identità rimane ancora segreta. E’ la 1643esima vittima identificata tra le 2753 scomparse negli attacchi terroristici al World Trade Center. Negli ultimi cinque anni ne sono state identificate cinque. Le vittime avevano un'età compresa tra 2 ed 85 anni, circa il 75-80% erano uomini. Boeing 767 della American Airlines

Il 40% delle vittime dell’11 settembre rimane non identificato

Della vittima numero 1643 identificata dal New York City Medical Examiner, si sa soltanto che è un uomo. La sua identità è stata confermata attraverso il test del DNA dai resti recuperati nel 2013. 1.110 vittime, pari al 40% di coloro che persero la vita negli attacchi contro le Torri Gemelle, restano senza nome. Tra coloro che persero la vita durante gli attacchi iniziali ed i successivi crolli delle Torri, 343 erano vigili del fuoco di New York City, 23 i poliziotti di New York e 37 gli agenti dell'Autorità Portuale. L'11 settembre del 2001, 19 militanti associati ad al Qaeda dirottarono quattro aerei di linea, facendoli schiantare contro obiettivi negli Stati Uniti. Alle 8,45 di martedì 11 settembre del 2001, un Boeing 767 della American Airlines Flight 11, caricato con ventimila galloni di carburante, si schiantò all'80esimo piano della torre nord del World Trade Center di New York City. 18 minuti dopo, un secondo Boeing 767 dell'United Airlines Flight 175 si schiantò al sessantesimo piano della torre sud del World Trade Center. Un terzo aereo colpì il Pentagono, poco fuori Washington, D.C. Il quarto aereo, infine, si schiantò in un campo in Pennsylvania. Quasi 3.000 persone persero la vita durante gli attacchi terroristici dell'11 settembre. La tragedia dell'11 settembre ha definito la presidenza di George W. Bush.

Osama bin Laden, la mente degli attacchi dell'11 settembre, è rimasto in libertà fino al 2 maggio del 2011, quando fu eliminato ad Abbottobad, in Pakistan. Fu il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama, a volere un team di 81 elementi composto da operatori Delta, agenti dello Special Activities Division della Cia, unità del Seal Team Six ed un cane, un belga Malinois di nome Cairo. Le direttive dell'operazione Neptune Spear, avvenuta senza il permesso del governo pakistano, vietavano ogni tipo di contatto con le truppe di Islamabad, ma se queste avessero attaccato, l'ingaggio sarebbe stato autorizzato con tutta la potenza di fuoco garantita da droni, elicotteri d'assalto, cannoniere e caccia decollati dalla portaerei a propulsione nucleare USS Carl Vinson (CVN-70).