"Padre Dall'Oglio è vivo ad Aleppo. È in un carcere dello Stato islamico"

La traccia arriva dall'Osservatorio siriano per i diritti umani. Nulla di nuovo sulla sorte di Greta e Vanessa

Una notizia, tutta da confermare, sulla situazione del padre gesuita Paolo Dall'Oglio e nulla di nuovo sulla sorte di Vanessa Marzullo e Greta Ramelli, giovani italiane rapite come il religioso in Siria e di cui non si sa nulla da tempo.

Arrivano dall'Osservatorio siriano per i diritti umani le informazioni che vorrebbero Dall'Oglio rinchiuso in un carcere dello Stato islamico nella provincia di Aleppo, ultime in una serie di voci contrastanti sulla sua sorte. Una tesi che sostiene l'attivista Rami Abdel Rahman e che conferma in parte quanto pubblicato a settembre dal Corriere della Sera.

L'intellettuale siriano Michel Kilo aveva detto al quotidiano di via Solferino che il padre gesuita si trovava in una prigione di Raqqa, roccaforte dei miliziani dove era stato rapito più di un anno fa. Non aveva neppure escluso che con lui, e con altri occidentali, per un certo periodo si fosse trovato anche James Foley, giornalista poi decapitato dallo Stato islamico.

Abdel Rahman sostiene ora che Dall'Oglio sarebbe stato trasferito "in un sobborgo della provincia di Aleppo, in una zona controllata dai jihadisti" e che le trattative per ottenere il rilascio del religioso, fondatore della comunità monastica di Mar Musa, continuino ad arrestarsi e ripartire, anche a causa di "una richiesta di riscatto spropositata".

L'attivista non ha però specificato da chi sarebbero condotte. Ha invece aggiunto che da tempo è stato chiesto ai suoi carcerieri una prova tangibile del fatto che Dall'Oglio stia bene (un video,per esempio), che però non è mai arrivata.

A fine luglio, dodici mesi dopo la scomparsa di Dall'Oglio, la sua famiglia si era rivolta ai rapitori, chiedendo in un appello di avere sue notizie. "Vorremmo riabbracciarlo - avevano detto -, ma siamo anche pronti a piangerlo".