Isis distrugge il teatro romano: drone mostra i danni a Palmira

Un video diffuso dal ministero della Difesa russo mostra il sito archeologico di Palmira ulteriormente danneggiato da quando, lo scorso dicembre, i jihadisti dell'Isis hanno ripreso possesso dell'area. E si teme che i terroristi vogliano far saltare in aria ciò che resta del sito

La barbarie dello Stato Islamico in Siria, non si ferma. Un video diffuso dal ministero della Difesa di Mosca, girato lo scorso 5 febbraio da un drone dell’esercito russo, mostra il sito archeologico di Palmira ulteriormente danneggiato dai jihadisti dell’Isis.

Lo scorso dicembre, i miliziani del Califfato, infatti, avevano inaspettatamente riconquistato il sito archeologico, che circa un anno fa era stato ripreso dall’esercito siriano con l’aiuto dell’aviazione di Mosca. Da allora, come aveva denunciato l’Unesco nel mese di gennaio, il patrimonio archeologico e artistico della città è stato ulteriormente distrutto dai jihadisti. E ora, le immagini diffuse dall’esercito russo lo confermano. La facciata dell’anfiteatro è stata gravemente danneggiata e il vicino tetrapilo, il monumento romano di forma cubica, composto da sedici colonne, edificato alla fine del III secolo, è ormai ridotto in macerie.

"Le immagini mostrano chiaramente la distruzione del proscenio, la parte centrale del teatro romano, e delle colonne del tetrapilo, eretto nel 270 d.C.”, si legge nel comunicato del ministero della Difesa di Mosca. “I droni dell’esercito russo”, recita ancora il comunicato, “hanno notato un’intensificazione dei movimenti di camion dei terroristi proprio nei pressi della città antica” di Palmira. Circostanza, questa, che “indica”, secondo Mosca, “l’intenzione dell’Isis di trasportare esplosivo al fine di causare il massimo danno possibile ai monumenti prima della loro ritirata”. A Palmira, infatti, ricorda il ministero della Difesa nel comunicato, i jihadisti dell’Isis “hanno già fatto saltare in aria l’arco trionfale, la statua del Leone di Al-Lat e il tempio di Baalshamin”.

A condannare, il mese scorso, l’ulteriore distruzione dei tesori archeologici della città siriana era stato il direttore generale dell'Unesco, Irina Bokova. "Questa distruzione deliberata è un crimine di guerra, una perdita enorme per il popolo siriano e l'umanità", aveva dichiarato la Bokova. L’anfiteatro romano e il tetrapilo sono tra i monumenti più famosi e importanti dell’antica città siriana, nonché gli ultimi a rimanere semi integri fino al giugno del 2016, come mostra il video del ministero della Difesa di Mosca. In particolare, a divenire tristemente famoso per essere divenuto lo sfondo delle esecuzioni dell’Isis è stato l’anfiteatro romano. Lo stesso nel quale, lo scorso maggio, si era esibita l’orchestra filarmonica del teatro Marinski di San Pietroburgo, dopo che le truppe di Assad, supportate dall’esercito russo, avevano strappato la città ai jihadisti.

Ora, mentre le forze siriane hanno lanciato una nuova offensiva per riprendere Palmira, spingendosi fino a meno di 20 chilometri dal sito archeologico, ciò che resta dell’antica Sposa del Deserto, rischia di scomparire per sempre sotto la furia oscurantista del Califfato.

Commenti
Ritratto di Svevus

Svevus

Lun, 13/02/2017 - 15:15

I media mainstream dovrebbero ringraziare il sig. presidente degli stati uniti d' amerika dr. obana , la sua ministressa degli esteri sig.ra Clinton e il partito democratico per la caparbia volontà e i potentissimi mezzi meccanici e militari messi a disposizione dell' ISIS. I media mainstream ( tutti americani con imponenti seguiti in Italia ed eurozona ) dovrebbero altresì ringraziare per il lavoro di cancellazione storica di Palmira la segretaria (?) araba della sig.ra Clinton Huma Abedin già al vertice dei dei Fratelli Mussulmani come suo padre e sua madre.

Ritratto di stenos

stenos

Lun, 13/02/2017 - 16:13

Potrebbero chiedere spiegazioni al diversamente bianco ex presidente di wasghington, questi sono i suoi compari. Finanziati, armati supportati.

Maver

Mar, 14/02/2017 - 08:49

Quale miglior esempio per dimostrare che il supposto risentimento contro l'Occidente crociato e poi colonizzatore è solo uno specchietto per le allodole. In realtà l'aggressività che gli si riserva nasce da un pregiudizio subitaneo (di ben più antica data) volto, nei secoli a sopprimerne l'anima stessa che è greco-romana ancor prima d'essere Cristiana. Purtroppo per loro così infierendo non potranno che confermare la convinzione che ebbero gli antichi di se stessi: di una classicità portatrice di civiltà cui si contrappone l'insignificante barbarie di tutto ciò che le è contrario.