Papa Francesco contro il dominio inglese sulle isole Chagos

Le parole di Papa Francesco circa il dominio di Londra sulle Chagos sono state bollate dalla stampa conservatrice britannica come “insolitamente rudi”

Papa Francesco, di ritorno dal suo recente viaggio in Africa orientale, ha lanciato un monito al governo britannico, rimproverandogli il mantenimento del dominio sulle Isole Chagos.

Mentre rientrava a Roma al termine della visita pastorale nell’arcipelago di Mauritius, il pontefice ha rilasciato ai giornalisti alcune dichiarazioni in tema di politica estera, subito bollate dal quotidiano inglese The Telegraph come “un intervento insolitamente rude”. Come riporta l'agenzia Reuters, Francesco ha espresso il proprio parere in merito alla sovranità di Londra sulle isole Chagos, che dura dal 1965 in virtù di un atto di acquisto sottoscritto dal governo di Sua Maestà e da quello della repubblica di Mauritius. Tuttavia, a causa di numerosi “inadempimenti” rinfacciati da quest’ultimo Paese al Regno Unito, la nazione africana ha finora preteso invano dalle autorità inglesi la restituzione dell’arcipelago Chagos.

“Non tutto ciò che è giusto per l’umanità è anche giusto per le nostre tasche, ma le istituzioni internazionali devono essere rispettate” . Successivamente, il Papa ha esortato il Regno Unito e Mauritius a risolvere con metodi diplomatici la controversia sulle isole Chagos: “Se c’è una faida intestina o un dissidio tra nazioni, tutte le parti devono risolverlo comportandosi come fratelli, come persone civili”.

Per il momento, nessun commento ufficiale sulle dichiarazioni del Papa è stato diffuso dalle autorità di Londra. La linea oltranzista del Regno Unito sulla sovranità sulle isole Chagos, che ospitano la base militare Usa di Diego Garcia, è stata legittimata in passato, ricorda il Telegraph, direttamente dalla Corte suprema britannica.

Commenti

dagoleo

Ven, 13/09/2019 - 10:42

se restano britanniche saranno ben gestite, se finiscono agli altri le distruggeranno.

cgf

Ven, 13/09/2019 - 12:34

quindi anche l'Alaska non deve essere più USA?