Pari al voto, l'elezione se la giocano a testa o croce

In un piccolo centro dell'Illinois, complice la scarsissima affluenza, i candidati alla carica di village president "pareggiano" conquistando undici voti a testa. L'intervento della Contea

Con un’affluenza di poco superiore al 10% e un insolito pareggio, due aspiranti village president di un paesino dell’Illinois si giocheranno l’elezione con il lancio della monetina. Non è l’incipit di un romanzo sullo stile di José Saramago né quello di un episodio dell’allucinata serie tv Black Mirror. Ma quello che sta accadendo nel piccolo borgo di Colp, negli Stati Uniti.

Le elezioni per scegliere chi avrebbe rivestito il prestigioso ruolo di village president, figura che s’avvicina a quella di una sorta di sindaco per i piccolissimi comuni americani, sono state un flop clamoroso. Su una popolazione elettorale composta da 225 aventi diritto, solo ventidue sono andati a esercitare validamente il diritto-dovere civico. E all’apertura delle urne, il risultato è stato clamoroso: undici voti a testa per Tammy O’Daniel-Howell (figlia dello storico borgomastro che voleva assumerne l’eredità) e lo sfidante Brian Ryekena.

Dato che ritornare alle urne pare uno spreco di tempo, la Contea di Williamson da cui dipende il borgo di Colp ha convocato per il 20 aprile, quindi giovedì prossimo, i due rivali. La loro contesa sarà risolta a testa o croce, con il lancio di una monetina, certificato dalle autorità pubbliche ma affidato totalmente alla sorte.

Però, come riferisce FoxNews, il vero cruccio dei due candidati, più che la modalità con la quale verrà decisa l'elezione, riguarda la bassa affluenza alle urne. Non sono riusciti, evidentemente, a coinvolgere i cittadini nel processo decisionale per i vertici della comunità e questo agli aspiranti village president fa male. Ryekena, infatti, l'ha ammesso pubblicamente che gli sarebbe piaciuto vedere un'affluenza un po' più alta di quella che s'è registrata, penosamente ridotta all'11% degli aventi diritto.