Il Parlamento Europeo approva le norme antiterrorismo

Tutti i cittadini dell'UE e di Paesi terzi che entrano o escono dall'Europa saranno sistematicamente controllati. Garantire assistenza immediata alle vittime e ai loro parenti dopo un attacco.

Il Parlamento Europeo ha approvato, in via definitiva, nuove norme per contrastare le crescenti minacce dei combattenti stranieri in viaggio verso zone di conflitto a fini terroristici e dei lupi solitari che pianificano attacchi. Il testo, concordato in via informale con il Consiglio nel novembre scorso, è stato approvato con 498 voti in favore, 114 voti contrari e 29 astensioni. Il Regno Unito e l'Irlanda non saranno vincolati da tali norme, ma potranno comunicare alla Commissione la loro intenzione di aderire, se lo desiderano. La Danimarca non sarà coperta dalla direttiva.

La nuova direttiva aggiornerà le attuali norme quadro UE sui reati di terrorismo e amplierà il loro raggio d’azione, coprendo cosi anche le minacce emergenti. Le fattispecie incluse nella legislazione saranno ora punite con almeno 15 anni di reclusione, nei casi in cui venga imposto il massimo possibile della pena, in tutta l’UE. La nuova direttiva prevede anche disposizioni per garantire assistenza immediata alle vittime e ai loro parenti dopo un attacco.

Gli Stati membri dovrebbero garantire che siano istituiti servizi di sostegno per aiutare le famiglie a scoprire presso quale ospedale sia stato ricoverato un loro parente e per aiutare le vittime a tornare nei loro Paesi d'origine, se coinvolti in un attacco durante la visita in una nazione dell'UE. L'assistenza dovrebbe includere anche il supporto medico e psicologico, la consulenza su questioni legali o finanziarie e sulle procedure legali da seguire per presentare un ricorso.

Dal momento che la direttiva sarà formalmente approvata anche dal Consiglio e pubblicata sulla Gazzetta ufficiale dell’UE, gli Stati membri avranno 18 mesi per assicurarsi che le nuove norme siano applicate.

Fermare i combattenti stranieri alle frontiere dell’UE

Il Parlamento Europeo ha inoltre approvato nuove norme per rafforzare i controlli alle frontiere esterne per migliorare la sicurezza nell’UE. La risoluzione è stata approvata con 469 voti a 120, con 42 astensioni. Danimarca, Regno Unito e l'Irlanda hanno scelto di non essere escluse dalle nuove regole.

Tutti i cittadini dell'UE e di Paesi terzi che entrano o escono dall'Europa, saranno sistematicamente controllati tramite la consultazione di banche dati, ad esempio quella sui documenti persi oppure rubati. Le nuove norme sono state già state informalmente concordate dai negoziatori del Parlamento e dal Consiglio dei Ministri del 5 dicembre scorso.

Il nuovo regolamento, che modifica il Codice frontiere Schengen (SBC), è stato presentato dalla Commissione europea nel dicembre scorso. Impone agli Stati membri di effettuare controlli sistematici su tutte le persone che attraversano le frontiere esterne dell'Unione europea tramite la consultazione di banche dati di documenti rubati o smarriti, del Sistema di informazione Schengen (SIS) e di altre banche dati europee. I controlli saranno obbligatori a tutte le frontiere sterne dell’UE, aeree, marittime e terrestri, sia in entrata sia in uscita.

I controlli mirati

Se tali controlli sistematici dovessero rallentare in maniera eccessiva il traffico frontaliero via terra o via mare, i Paesi dell'UE possono decidere di effettuare solo controlli mirati, a condizione che una valutazione del rischio abbia dimostrato che ciò non comporterebbe minacce per la sicurezza interna o per la pubblica politica. Le persone non sottoposte ad un controllo mirato, dovrebbero almeno essere soggette a quello ordinario per accertare che il loro documento di viaggio sia valido e per stabilirne l'identità. Alle frontiere aeree, gli Stati membri possono utilizzare i controlli mirati per un periodo transitorio di sei mesi dall’entrata in vigore del nuovo regolamento. Questo periodo può essere prolungato per un massimo di 18 mesi in casi eccezionali, ad esempio qualora gli aeroporti non fossero dotati di strutture per effettuare controlli sistematici tramite banche di dati e avessero bisogno di più tempo per adattarsi.

Il regolamento entrerà in vigore il ventesimo giorno successivo alla sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'UE. Le norme saranno quindi immediatamente esecutive e, nella maggior parte degli Stati membri, contemporaneamente.