Il Pentagono acquisterà l'F-15X Storm Eagle

In configurazione aria-aria lo Storm Eagle è in grado di trasportare 24 missili

Nella richiesta di bilancio per l'anno fiscale 2020, il Pentagono chiederà 1,2 miliardi di dollari al Congresso per formare il primo squadrone F-15X Storm Eagle. E' quanto riporta Bloomberg Government. La decisione non proviene dall'Air Force, ma dal Pentagono. Dopo Israele anche gli Stati Uniti acquisteranno l'ultima versione del caccia da superiorità aerea della Boeing. I dodici F-15X sostituiranno gli F-15C dell'Air National Guard. La produzione della variante C si è conclusa nel 1980.

L’evoluzione dell’F-15: dall’Eagle alla configurazione X

L’F-15 Eagle, introdotto per la prima volta nel 1972, è uno dei migliori caccia da superiorità aerea del pianeta. Non è chiaramente una piattaforma stealth. Il suo punto di forza è la capacità di carico utile. Nella sua prima configurazione aria-aria l’Eagle trasportava quattro missili a corto raggio AIM-9 Sidewinder e quattro missili a medio raggio AIM-7 Sparrow. La configurazione aria-aria dell’F-15 è rimasta la medesima negli anni. Oggi il caccia di quarta generazione della Boeing (non implementa tecnologia stealth) è solitamente armato con quattro missili AIM-9X Sidewinder e quattro AIM-120 AMRAAM. Il caccia da dominio aereo F-22 Raptor può trasportare quattro Sidewinders e sei AMRAAM. La piattaforma tattica F-35, concepita esclusivamente per il combattimento oltre il raggio visivo e non per il combattimento manovrato, può trasportare quattro AMRAAM.

F-15SE Silent Eagle

Nel 2010 Boeing propose la piattaforma F-15SE Silent Eagle, espressamente concepita per ridurre la sezione radar equivalente del caccia da superiorità aerea. La cellula, rivestita con materiale radar assorbente, era equipaggiata con stive interne. Il Silent Eagle, upgrade dell’ F-15E Strike Eagle, era stato progettato per tentare di ridurre il gap tra la tipica cellula di quarta generazione dell’F-15 con quelle di 4,5 che implementano alcuni accorgimenti per ridurre la sezione radar equivalente. Soltanto un prototipo F-15SE Silent Eagle è stato realizzato con radar AESA e suite Digital Electronic Warfare.

F-15 2040C Advanced Eagle, il moltiplicatore di forze

Da otto a sedici missili aria-aria

Lo scorso anno Boeing propose l’Advanced Eagle o F-15 2040C in ruolo arsenale volante. Il pacchetto F-15 2040C consente all’Eagle di raddoppiare il numero dei missili trasportati. L’aggiornamento Golden Eagle conferisce agli F-15C maggiore autonomia ed avionica di ultima generazione. Secondo la Boeing il pacchetto di aggiornamento “aiuterà l’aviazione americana a mantenere le sue capacità di Air Dominance fino all’avvento della prossima generazione di velivoli”. Nello specifico, l’F-15 2040C può trasportare sedici missili aria-aria ed è equipaggiato con il Talon HATE, una completa suite di comunicazione integrata con il Raptor tramite l'Intra Flight Data Link (IFDL). Il pacchetto comprende anche il radar attivo a scansione elettronica Raytheon APG-63 (v)3 ed i sistemi di guerra elettronica Eagle Passive/Active Warning Survivability System (EPAWSS). L’F-15 2040C è stato concepito come primo moltiplicatore di forze nell’era dell’ arsenale volante. Boeing, infine, propone all’Air Force una serie di modifiche per l’estensione della vita operativa degli F-15C che consentirebbero una migliore capacità di integrazione con le piattaforme di quinta generazione come l’ F-22 Raptor della Lockheed Martin.

F-15X Storm Eagle

Da sedici a ventiquattro missili aria-aria

Con l’F-15X, presentato lo scorso luglio, Boeing ha spinto al massimo l’evoluzione della cellula dell’Eagle. Andrebbe inquadrato come asset complementare all’F-35 e non come alternativa alla piattaforma tattica di quinta generazione. La versione X della Boeing, da noi battezzata Storm Eagle, è in grado di trasportare 24 missili in configurazione aria-aria. Si tratta di una incredibile capacità chiaramente concepita in ruolo arsenale volante. Ancora oggi non è chiaro come l’azienda statunitense sia riuscita ad implementare due dozzine di missili sulla cellula dell’Eagle. Probabilmente innovativi quad- pack e stive interne: ricordiamo gli studi della Boeing sul concetto CWB-CFT riconfigurabile testato sul Silent Eagle. L'F-15X sarà anche in grado di trasportare missili anti-nave ed ipersonici. Lo Storm Eagle sfrutta il know-how dell'F-15SA venduto all'Arabia Saudita come il controllo di volo fly-by-wire, il radar AESA APG-82, il sistema di ricerca e tracciamento ad infrarossi Tiger Eyes ed i motori F-110-GE-129. Lo Storm Eagle implementa anche l'avanzato sistema di sorveglianza elettronica Eagle Passive Active Warning Survivability System (EPAWSS) ed il Joint helmet-mounted cueing system (JHMCS II) già testato nel Silent Eagle. La variante X trae quindi beneficio dagli aggiornamenti finanziati dagli alleati che hanno acquistato negli anni l'F-15. Arabia Saudita, Qatar, Singapore e Corea del Sud hanno speso collettivamente circa 5 miliardi di dollari per sviluppare nuove tecnologie per i loro Eagle. Si prevede un costo di circa 27.000 dollari l'ora per far volare l'F-15X: 5.000 in meno rispetto ad un F-15E. La cellula dello Storm Eagle ha una durata media di ventimila ore di vita, che si traduce in 80 anni di servizio.

F-15X Storm Eagle: Il primo arsenale volante

Uno dei principali limiti della configurazione a bassa osservabilità è determinato dal carico interno delle piattaforme di ultima generazione. La capacità di trasportare internamente i sistemi d’arma è prerogativa essenziale per un profilo stealth pulito. Il problema è che l’F-22 trasporta soltanto sei missili BVR, l’F-35 soltanto quattro. La soluzione prospettata dell’Air Force è l’arsenale volante che si basa su una piattaforma, inizialmente sarà il B-52, in grado di trasportare dalle retrovie decine di missili e bombe di precisione. Un’idea che l’Air Force ha preso in prestito dalla Marina, che ha convertito quattro sottomarini balistici classe Ohio per il trasporto di154 missili da crociera Tomahawk al posto dei 24 Trident. Appare evidente quanto l’Air Force faccia affidamento sulle piattaforme di quinta generazione, ma sembra più un esercizio dialettico che un reale piano operativo. Numeri alla mano, il Pentagono non può di certo sperare di presidiare le aree sensibili del pianeta e riuscire, allo stesso tempo, a vincere una guerra con la Cina o la Russia con soli 60/70 Raptor (123 convertiti al combattimento, ma bisogna considerare gli altri teatri ed i caccia in manutenzione). Da rilevare che per i militari statunitensi il combattimento ravvicinato è ormai fuori moda, ritenendo la migliore tecnologia implementata nelle piattaforme a decretare la vittoria nei contesti del futuro. Nella nuova dottrina, al caccia di quinta generazione spetterebbe l’avanscoperta oltre il raggio visivo grazie all’avionica di ultima generazione. Una volta identificata la minaccia, il caccia collegato in rete con l’arsenale volante, trasferirebbe le informazioni di targeting. L’Air Force spinge per avere in linea delle forze da combattimento integrate in grado di svolgere svariati compiti in una sola missione. Le piattaforme stealth che non avrebbero più la necessità di sporcare il profilo, continuerebbero a coordinare molteplici attacchi dagli arsenali volanti operativi nelle retrovie. La capacità interna di un F-35, con tutte la buone intenzioni che si possano avere e provare per lo JSF, non sarà mai da caccia puro da superiorità aerea come l’F22. L’Arsenale volante rappresenta l’ennesimo mutamento negli indirizzi strategici per sopperire al divario numerico tra le piattaforme statunitensi e quelle nemiche.

Stealth non significa invisibilità

Le piattaforme a bassa osservabilità non sono ovviamente invisibili. Un profilo stealth è concepito per ritardare il rilevamento ed il tracciamento della sorgente nemica. L’F-35,ad esempio, è ottimizzato contro i radar a banda X, mentre potrebbe essere rilevato da sistemi che utilizzano frequenze più basse. Tuttavia perfino il disegno stealth per eccellenza sarà sempre inficiato dal carico utile esterno. Se un F-22 Raptor (primo caccia da “dominio aereo” al mondo operativo) volasse con i serbatoi supplementari esterni, aumenterebbe la sua sezione equivalente radar, sporcando la sua traccia standard. Ci sono poi alcuni tratti specifici come la deriva di un velivolo, che rende visibile ogni aereo, nessuno escluso. E’ proprio il disegno del velivolo ottimizzato per sconfiggere una determinata banda di frequenza, ad essere determinante nella risonanza. La RCS di un bersaglio non dipende solo dalla forma fisica e dai suoi materiali compositi, ma anche dai suoi sottocomponenti come antenne ed altri sensori progettati per soddisfare tali requisiti. Il profilo del bombardiere B-2, privo di alcuni tratti specifici che influiscono nella risonanza, è efficace contro i radar a bassa frequenza rispetto ad un F-22. Sono le leggi della fisica, in sostanza, ad imporre un determinato disegno ottimizzato per diverse tipologie di bande di frequenza.

Commenti
Ritratto di Gianfranco Robert Porelli

Gianfranco Robe...

Dom, 23/12/2018 - 04:14

Ottimo.