La piantagione legale di marijuana più grande dell'America latina è in Cile

Non la Colombia, non il Messico del Chapo, né l'Uruguay

A sorpresa è il Cile ad avere la piantagione legale di grande dell'America latina. Non la Colombia - che di recente ne ha approvato l’uso per scopi medici, non il Messico del Chapo, né l'Uruguay, dove produzione e consumo sono state depenalizzate e la cannabis è addirittura venduta in farmacie e negozi autorizzati. No, vicino al paesino cileno di Colbún – meno di 4mila anime – lo scorso novembre sono state piantate ben 6.900 piante di cannabis. Naturalmente l’area è sorvegliatissima dai Carabinieri, per evitare furti o danneggiamenti da parte di consumatori e ladri. La prima super-raccolta di marijuana a Colbún avverrà a marzo e inizialmente tutta la produzione servirà ad alleviare i dolori di migliaia di pazienti di cancro – la stima iniziale del governo è di almeno 4mila – molti dei quali in stato terminale. “In futuro una parte del raccolto di quella che è la più grande piantagione latinoamericana di marijuana per scopi medici di sempre – spiega Ana Maria Gazmuri della fondazione Daya che gestisce il progetto con l’Università di Valparaiso ed il laboratorio Knop - sarà usata anche per fare sperimentazioni cliniche ma, per ora, servirà esclusivamente per alleviare la sofferenza dei malati”. E non stupisca che sia proprio il Cile ha detenere questo record peculiare: secondo i sondaggi, infatti, l'86% dei suoi abitanti approva senza se e senza ma la coltivazione di cannabis a scopi medici.

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