Polizia canadese nella bufera: accuse di corruzione e abusi sessuali

La polizia canadese è stata citata in giudizio con l’accusa di perpetrare molestie sessuali e di accettare tangenti. Migliaia di individui, tra poliziotti in pensione e personale attualmente in servizio, sono stati denunciati da due ex-sergenti. Questi ultimi pretendono dalle autorità di Pubblica Sicurezza un risarcimento miliardario

Polizia canadese nella bufera. Una denuncia per maltrattamenti e corruzione è stata presentata a una corte federale da due ex-sergenti, i quali pretendono la condanna dei vertici della Royal Canadian Mounted Police (Rcmp) a un risarcimento miliardario nei confronti delle vittime degli abusi. Il premier Justin Trudeau ha auspicato una rapida conclusione della vicenda giudiziaria.

Geoffrey Greenwood e Todd Gray hanno puntato il dito contro migliaia di soggetti, tutti ex-agenti o poliziotti ancora in servizio. I due accusatori sperano che la loro richiesta di risarcimento possa essere sottoscritta da tanti altri testimoni delle pratiche illecite suindicate. Obiettivo di Greenwood e Gray è trasformare la loro battaglia legale in una vera e propria class action. Entrambi affermano di avere assistito, negli anni in cui erano in servizio, a condotte “moralmente abominevoli” da parte di diversi agenti della Rcmp. I due sarebbero a conoscenza di centinaia di altri episodi e la loro determinazione nel cercare la verità non sarebbe affatto piaciuta ai massimi ufficiali della Pubblica Sicurezza. Il primo illecito al quale Greenwood avrebbe assistito risale al 2007. All’epoca, egli aveva denunciato ai propri superiori un caso di corruzione nel quale erano coinvolti alcuni colleghi. Secondo numerose testimonianze e intercettazioni da lui raccolte, alcuni agenti inviati nella città di Yellowknife a indagare su un traffico di droga avrebbero accettato tangenti da 60mila dollari per chiudere un occhio circa i responsabili di tale commercio illegale. Greenwood aveva immediatamente presentato un dettagliato rapporto ai vertici della Rcmp, ma questi ultimi avrebbero reagito intimandogli di ritirare le denunce e, infine, destituendolo dall’incarico.

La testimonianza di Gray attiene, invece, a reiterati abusi sessuali commessi da importanti esponenti della Polizia canadese ai danni di minori di etnia inuit. Sul finire degli anni Novanta, egli, sergente in servizio nella Provincia di Nunavut, avrebbe assistito a violenze e maltrattamenti nei confronti della popolazione eschimese perpetrati dai suoi stessi superiori. Gray, dopo avere segnalato gli illeciti alle autorità competenti, sarebbe stato sottoposto a una vera e propria campagna denigratoria organizzata dai massimi esponenti della Rcmp, campagna culminata con il suo allontanamento da ogni mansione. Gli accusatori hanno chiesto ai magistrati federali di condannare gli individui coinvolti nello scandalo al pagamento di un miliardo e 130 milioni di dollari a favore delle vittime.

La Polizia canadese non ha rilasciato alcun commento sulla causa intentata dai due ex-agenti. Tale istituzione era stata al centro di una bufera mediatica già nel 2016. In quell’anno, diverse poliziotte avevano puntato il dito contro alcuni colleghi, colpevoli di averle umiliate e violentate. Le accuse in questione non avevano prodotto ripercussioni giudiziarie, in quanto i vertici delle Rcmp e le donne molestate si sarebbero accordati in breve tempo sull’ammontare dei risarcimenti.