La portaerei Admiral Kuznetsov lascia la Siria e ritorna in Russia

La Kuznetsov ha concluso il suo rischieramento in Siria. In due mesi di attività effettuate 420 sortite e distrutti 1252 target nemici. Persi anche due caccia

La portaerei russa Admiral Kuznetsov ha ufficialmente concluso il suo rischieramento in Siria e tra poche ore farà rotta verso il porto di Severomorsk. E’ quanto comunica il Ministero della Difesa russo. In due mesi di operazioni, la Kuznetsov ha lanciato 420 sortite, 117 di notte, distruggendo 1252 obiettivi nemici identificati in Siria. Sia il vettore che il personale erano alla prima operazione a lungo termine lontano dalle proprie basi. La portaerei, secondo quanto previsto dal piano di riduzione della presenza militare russa in Siria, sarà la prima unità a lasciare il teatro operativo. Il presidente russo Vladimir Putin ha ordinato un ritiro parziale delle forze militari dalla Siria dopo aver negoziato il cessate il fuoco con l'Iran e la Turchia.

Il Ministero della Difesa russo precisa che è stata testata con successo, la stretta interoperabilità tra le forze aerospaziali ed i sistemi di difesa costiera Bastion schierati sulle coste siriane. La Kuznetsov è comunque entrata nella storia della Marina russa per essere stata la prima portaerei ad entrare in battaglia. Costruita presso il Cantiere Mykolaiv Sud (oggi Ucraina) a metà degli anni ‘80, la Admiral Kuznetsov è divenuta pienamente operativa solo nel 1995, a causa dei drastici tagli al bilancio della Difesa russo a seguito del crollo dell'Unione Sovietica. La nave, progettata per colpire grandi bersagli di superficie e proteggere le rotte marittime dagli attacchi nemici, è in grado di trasportare un massimo di 52 velivoli ad ala fissa e rotante ed l'unica al mondo a poter operare anche alle latitudini polari. Il gruppo di volo della Kuznetsov è stato schierato in supporto alla forza aerea di stanza nella base siriana di Hmeimim. Alle operazioni in Siria hanno preso parte quindici velivoli ad ala fissa imbarcati, tra Su-33 e MiG-29K/KUB, e dieci elicotteri Ka-52K, Ka-27 e Ka-31.

Le perdite della Kuznetsov

L’incrociatore pesante portaeromobili missilistico, utilizza il sistema Short Take Off But Arrested Recovery o STOBAR per il decollo e l’atterraggio dei velivoli. In due mesi di attività in Siria, Mosca ha perso due velivoli imbarcati sulla Admiral Kuznetsov per guasti tecnici. Lo scorso quindici novembre, un MIG-29K della Marina russa si è schiantato nel Mediterraneo, mentre era in avvicinamento per l'atterraggio sul ponte della Kuznetsov. Incolume il pilota che è riuscito ad eiettarsi. L’incidente è avvenuto a diversi chilometri di distanza dall’incrociatore pesante portaeromobili missilistico, durante la fase di discesa del MiG-29K. Il pilota si è espulso dal velivolo ed è stato immediatamente messo in salvo dal servizio di ricerca e salvataggio decollato dalla portaerei. Il Mig-29K precipitato avrebbe fatto parte di una formazione di tre velivoli decollati dalla Kuznetsov per un volo di addestramento sulla Siria. Riscontrati problemi tecnici, uno dei caccia avrebbe tentato di fare ritorno sulla portaerei, precipitando a pochi chilometri durante la fase di discesa. La seconda perdita il 5 dicembre scorso quando un Su-33 russo in fase di appontaggio è precipitato in mare dopo aver spezzato il cavo di arresto sulla Kuznetsov. Il caccia Su-33, dopo aver completato un’operazione di combattimento nel cielo siriano, è slittato fuori dal ponte di volo a causa della rottura del cavo del dispositivo di arresto. Il pilota è riuscito a lanciarsi, non ha riportato ferite. Dal venti novembre scorso, la base aere di Hmeimim, nella provincia di Latakia, ha ospitato diverse piattaforme Su-33/MiG29KR della Marina russa provenienti dal vettore. Il gruppo aereo imbarcato è stato abilitato lo scorso agosto dopo aver concluso il suo periodo di addestramento a terra presso la struttura di Novofedrorovka. È la prima volta che il centro di formazione viene utilizzato dopo gli aggiornamenti relativi alle operazioni di regolamentazione e di certificazione. Il centro di formazione in Crimea è stato per anni unico nel suo genere per i piloti della Flotta del Nord. Un nuovo centro di addestramento è stato allestito a Yeysk, nel territorio di Krasnodar. La base di Yeysk, sulla riva del Mar d'Azov, diverrà la principale struttura di abilitazione per i gruppi aerei imbarcati russi. Le prove di volo sulla Kuznetsov sono iniziate lo scorso primo luglio per concludersi un mese dopo.

Il gruppo da Battaglia della Kuznetsov

La Kuznetsov è scortata dall’incrociatore lanciamissili pesante a propulsione nucleare Pyotr Veliky, ammiraglia della Flotta del Nord e dalle cacciatorpediniere classe Udaloy I, Severomorsk e Vice-Admiral Kulakov. Il gruppo da battaglia della Kuznetsov è stato scortato da due sottomarini classe Akula I/II e da un terzo a propulsione diesel elettrica appartenente alla classe Varshavyanka (Progetto 636m). La fregata lanciamissili capofila della classe Admiral Grigorovich è stata la prima unità ad entrare in battaglia, il 14 novembre scorso, seguita dai caccia decollati dal vettore. Nella prima ondata, i missili da crociera Kalibr hanno distrutto impianti chimici, depositi di munizioni e diversi campi di addestramento. Con un’autonomia di circa 2.000 km, il missile da crociera 3M-54 Kalibr può essere imbarcato sui sottomarini e sulle unità da battaglia di piccole dimensioni.

Il destino della Admiral Kuznetsov

Entro il primo trimestre del 2018, sulla Kuznetsov inizieranno gli interventi di ammodernamento. La nave resterà in cantiere per tre anni: soltanto nel 2021 ritornerà in mare. Previsti lavori di rifacimento dell’intero ponte di volo, con sostituzione del rivestimento e del sistema di decollo ed atterraggio.

Nel Mediterraneo restano in attività le unità in rotazione della flotta permanente russa istituita il primo maggio del 2013 e dai due ai quattro sottomarini a propulsione nucleare e diesel elettrica. I due sottomarini classe Oscar-II rilevati lo scorso dicembre, infine, dovrebbero aver abbandonato il Mediterraneo, conlcusa la loro missione primaria dopo il ritiro di tutte le portaerei occidentali.