Presentatrice tv iraniana si dimette: "Sull'aereo abbattuto ho mentito"

Gelare Jabbari si dimette dalla tv di Stato: "Ho mentito per 13 anni". Altre due presentatrici hanno scelto la stessa strada

Per giorni, la tv di Stato iraniana aveva continuato a ripetere che l'aereo caduto in Iran era precipitato a causa di un problema tecnico. Poi, è arrivata l'ammissione: "L'aereo è stato involontariamente colpito", aveva annunciato la presentatrice della tv iraniana.

Alla notizia, tre presentatrici hanno annunciato le dimissioni. Tra loro, c'è anche Gelare Jabbari che, con un post su Instagram aveva chiesto scusa per le bugie e aveva dichiarato la sua intenzione di dimettersi, dopo l'ammissione delle forze armate di Teheran di aver abbattuto l'aereo civile ucraino, causando la morte di 176 persone. "Perdonatemi per avervi mentito per 13 anni- ha scritto Jabbari- Non tornerò mai più in televisione".

Oltre a lei, altre due giornaliste hanno rassegnato le dimissioni, dopo la notizia dell'abbattimento del volo: si tratta di Saba Rad e Zahra Khatami, che hanno rinunciato ai loro incarichi. Sulla vicenda si è espressa, secondo quanto riporta il Corriere della Sera, anche l'associazione dei giornalisti di Teheran: "Ciò che mette a rischio la nostra società in questo momento non sono soltanto i missili o gli attacchi militari, ma la mancanza di media liberi- ha dichiarato- Nascondere la verità e diffondere bugie traumatizza l’opinione pubblica. Quel che è accaduto è una catastrofe per i media in Iran".

La decisione, in realtà, ha avuto un impatto simbolico, dato che da tempo la tv di Stato è in declino e la maggioranza degli iraniani apprendono le notizie da internet o dai social network, come Instagram, usato da Jabbari per annunciare le proprie dimissioni, ma anche Telegram e WhatsApp. Ma la televisione statale può confondere e insinuare dubbi nelle convinzioni della popolazione. Infatti, per ammissione della stessa giornalista che si è dimessa, spesso i media iraniani non dicono tutta la verità: lei stessa ha dichiarato di aver raccontato bugie per 13 anni.