Prezzi stracciati e piloti sottopagati: è davvero sicuro volare low cost?

Dubbi, domande, perplessità sulla sicurezza dei voli a buon mercato che dagli anni Novanta hanno reso accessibili i cieli europei a tutte le tasche

È il primo disastro in Europa che riguarda un volo low cost. Il tragico schianto dell'Airbus A320 della Germanwings in cui sono morte 150 persone, riapre brutalmente la questione della sicurezza di volare a basso costo. Chi non ne ha mai preso uno? Tutti, almeno una volta, sono stati sedotti dalle super offerte delle compagnie low cost: prenotando in tempo si può volare da Roma a Londra anche con 19 euro.

In molti li chiamano "gli autobus del cielo", sempre in volo e a prezzi stracciati. E quella di ieri è la prima tragedia dell'era dei voli low cost. Il disastro ha sconvolto il personale di Germanwings: la compagnia ha cancellato almeno 30 voli "in Europa", di cui 7 in partenza da Dusseldorf, perché gli equipaggi si rifiutano di volare. A comunicarlo è un portavoce della Lufthansa spiegando che "gli equipaggi non sono completi". La paura ormai è tanta. Il rifiuto di volare da parte di alcuni equipaggi non sembra aver sorpreso i vertici della compagnia aerea: "Comprendiamo questa decisione", ha detto infatti il direttore generale di Germanwings Thomas Winkelmann.

"Riteniamo che si tratti di un incidente e tutte le altre cose vanno nel campo della speculazione" ha dichiarato Heike Birlenbach, vicepresidente della compagnia di bandiera tedesca. L'A320 è considerato un aereo molto sicuro ed è molto utilizzato dalle compagnie aeree di tutto il mondo. Il pilota aveva "più di 10 anni" d'esperienza e "oltre 6mila ore di volo" sulle spalle. L'aereo aveva 25 anni e aveva subito un'importante revisione nel 2013.

Germanwings è il vettore low cost di Lufthansa, la compagnia di bandiera tedesca. Nata nel 1997, una flotta di oltre 80 velivoli, con più di 2.000 dipendenti alla fine del 2013 e 16 milioni di passeggeri, serve 35 Paesi, collegando anche l’Italia con più di 70 destinazioni in tutto il continente oltre che con alcune località di Nord Africa e Medio Oriente, da Fiumicino e Malpensa. Una compagnia come moltissime in Europa.

Già a ottobre 2010 a bordo di un A319 della low cost partito da Vienna e con 149 passeggeri si era sfiorata la tragedia. Una sostanza tossica si era diffusa nella cabina di pilotaggio mettendo in grave difficoltà i piloti che, in fase di atterraggio a Colonia, avevano quasi perso i sensi. Con il co-pilota non in grado di procedere all’atterraggio, il capitano era riuscito a evitare lo schianto, nonostante serie difficoltà.

Ma è davvero sicuro viaggiare low cost? Un interrogativo che torna attuale in queste ore. "Non esistono standard di sicurezza diversi per le compagnie low-cost e per quelle di linea" spiega il direttore centrale del coordinamento degli aeroporti dell’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile (Enac), Giuseppe Daniele Carrabba. Ed anche le statistiche sembrano dare ragione ai voli a basso costo. Secondo uno studio di Price Waterhouse Coopers del giugno scorso, le compagnie "a basso prezzo" rappresentano ormai il 25 per cento del mercato dell'aviazione commerciale civile. Le statistiche, in realtà, sembrano sfatare le dicerie secondo cui i voli economici sono meno sicuri di quelli operati dalle compagnie di bandiera. Un'inchiesta pubblicata nel 2013 dall'Economist, inoltre, ha rivelato come i tagli e i risparmi delle aziende low cost (quelli che poi determinano il prezzo ridotto dei biglietti) derivino da voci di bilancio diverse: riduzione delle poltrone vuote, taglio dei servizi a bordo e pagamento di tutti i servizi extra. Nessuna menzione alla sicurezza, questione che più preoccupa in questo momento i passeggeri low cost.

"Quello che cambia tra le compagnie di linea e le low cost sono i contratti di lavoro - spiega un pilota - noi prendiamo in media fra i 5 mila e 9 mila euro al mese ma so di comandanti low cost che vengono retribuiti anche 120 euro per ogni ora di volo. I costi di gestione dei voli sono alti, un’ora di volo può costare dai 7 mila ai 10 mila euro tra carburante, tasse di atterraggio, sorvolo, gestione del landing. Non so come facciano a coprire le spese".

Comprereste ancora un biglietto per un volo low cost?

Commenti

pinux3

Mer, 25/03/2015 - 10:36

Cmq molto meno rischioso che viaggiare in auto. Le statistiche parlano chiaro e i numeri non mentiscono...

java

Mer, 25/03/2015 - 10:36

ragionamento becero e idiota. Decine di aerei di compagnie aeree 'normali' non low cost sono precipitati. Vai a vederti la SABENA del Belgio.

teocos

Mer, 25/03/2015 - 11:03

Ma con quale competenza Carola Parisi può permettersi un articolo di tale inconsistenza? E la direzione del giornale? Qui non si parla di opinioni politiche o sociali, si parla di un ancora inspiegabile incidente aereo ed ogni prematuro allarmismo è solo giornalismo d'accatto come costume degli italici pennivendoli! In questo caso specifico poi il tema low cost c'entra come cavoli merenda in quanto la compagnia è a tutti gli effetti la Lufthansa con aeromobili di proprietà e soggetti a tutte l procedure tecniche e di esercizio della compagnia. Un pò di rispetto per l'argomento che non si può e deve prestare a vacue speculazioni giornalistiche! Ameno il buonsenso di attendere gli esiti dell'inchiesta, che diavolo!!!!!!!

Ritratto di viktor-SS

viktor-SS

Mer, 25/03/2015 - 11:06

Questo articolo è in stile macchina del fango. E' caduto un volo di compagnia low cost. Embè? Guardate i disastri dei vari Air France, Alitalia e compagnie sonanti di dollari. "Comprereste ancora un biglietto per un volo low cost?" Certo, alla faccia di voi giornalisti da mezza tacca.

onurb

Mer, 25/03/2015 - 11:08

C'è un dato di fatto: alcune compagnie low costo impiegano piloti giovani, quindi poco esperti. Ne ho avuto la dimostrazione quando ho visto che il pilota non riusciva ad atterrare in presenza di vento laterale. Dopo due tentativi ha deciso di andare all'alternato. Se la componente laterale del vento supera la velocità indicata nel manuale di volo, il pilota non deve neppure provare ad atterrare in quanto non è in grado di controbilanciare gli effetti del vento con le superfici di governo e perciò rischia di finire fuori pista.

Tuthankamon

Mer, 25/03/2015 - 11:21

E' sicuro. Purtroppo quando succede c'e' poco da fare, come in tutte le cose umane. Se si tratta di un incidente ...

rigadritto

Mer, 25/03/2015 - 11:30

"Non esistono standard di sicurezza diversi per le compagnie low-cost e per quelle di linea" questa à la sola frase che conta dell'articolo

GIANBAIT

Mer, 25/03/2015 - 11:41

ci sono due tipi di LOW COST quelle create e controllate da compagnie di linea che usano aerei scartati dalla casa madre e quelle nate solo per Low cost come Ryanair o Easyjet con aerei nuovissimi in leasin (vita media circa 3-4 anni)

libertyfighter2

Mer, 25/03/2015 - 12:57

I due voli della Malaysian Airlines mi pare fossero tutt'altro che "low cost". E' una compagnia di bandiera, e per questo tra l'altro parastatale o statale. Come Alitalia, Air France, etc. Considerata l'abilità del pubblico nel fare danni e dare servizi scadenti, il problema è più se comprereste invece un biglietto fornito da una azienda pubblica e protetta quindi dallo Stato in caso di vostra morte.

Ritratto di cangrande17

cangrande17

Mer, 25/03/2015 - 13:03

Articolo falso e tendenzioso.

agosvac

Mer, 25/03/2015 - 13:55

Il problema dei voli lowcost è che, spesso, compagnie aeree di primaria importanza dirottano i loro aerei con più ore di volo a compagnie derivate, quelle lowcost. In questo ultimo caso l'aereo era della Lufthansa, ma con 24 anni alle spalle. SE questo sia o no morale, decidetelo voi. Il fatto è che la differenza tra un volo lowcost ed uno di linea è solo ed esclusivamente il servizio a bordo che, peraltro, non giustifica una tale diminuzione di prezzo! Ed allora??? C'è sotto qualche magagna!!! O i prezzi delle compagnie di linea normali sono del tutto esagerati e fuori luogo oppure le compagnie lowcost risparmiano su altre cose: non è che risparmino sui controlli???????

GIANBAIT

Mer, 25/03/2015 - 14:57

subito spiegato il minor costo - Ryanair 307 aerei 1 solo modello personale che lavora piu' ore ed è intercambiabile - 1 solo tipo di abilitazione sia per piloti che per manutentori - magazzino ricambi per un solo tipo di aereo.(vita media 6.8 anni) Lufthansa 330 aerei 11 tipi differenti -(vita media 13.8 anni) 11 tipi bi abilitazioni - minor intercambiabilità - magazzino ricambi per 11 tipi di aereo diversi. i servizi sono sempre a pagamento - nessun ufficio vendite o di rappresentanza - utilizzo spesso di aeroporti minori - contributi per lo sviluppo del turismo ecc ecc

chicolatino

Mer, 25/03/2015 - 17:55

agosvac, quante banalita'! in materia di controlli e manutenzioni ci sono standard che prescrivono procedure rigorose, un costo fisso imprescindibile per le compagnie aeree. Ryanair ha la flotta piu' giovane in Europa (tutti Boeing 737-800), ad oggi 0 disastri. In Usa (dove vivo) ci sono le compagnie con le flotte aeree piu' vecchie e datate, American Airline e US Airways su tutte, a cui lo scorso anno l'FAA ha imposto la fusione per rischi di continuita' aziendale e quindi di sicurezza: col tuo ragionamento in Usa gli standard sarebbero morbidi, ma ricorda che se cade un aereo per dimostrate ragioni legate a carenza di sicurezza, la compagnia ha chiuso x sempre, se tu fossi il maggiore azionista risparmieresti sui tali costi?