Referendum Catalogna, ora Madrid minaccia l'arresto di Puigdemont

Il procuratore capo spagnolo Josè Manuel Maza ha avvertito che l'ipotesi di un arresto del presidente catalano Carles Puigdemont è "aperta"

Continua a salire la tensione in Spagna a soli sei giorni dal referendum per l'indipendenza della Catalogna, considerato "illegale" da Madrid. Ora in campo c'è l'ipotesi dell'arresto del presidente catalano Carles Puigdemont. La possibilità della sua detenzione "è aperta", lo riferisce il procuratore capo Josè Manuel Maza.

Puigdemont è accusato di malversazione, prevaricazione e disobbedienza per i preparativi della convocazione sull'indipendenza del primo ottobre. Nonostante la minaccia di Madrid, il presidente catalano non sembra affatto disposto ad abbandonare il progetto: "La macchina si è messa in moto, il referendum si farà", ha dichiarato durante un'intervista a France Inter.

"C'è grande speranza da parte del popolo catalano e la gente è pronta a votare." Secondo Carles Puigdemont sarebbero infatti l'80% i catalani pronti ad esprimersi domenica prossima. E lo vogliono fare "in maniera democratica", ha aggiunto. Inoltre, la repressione dell'inziativa da parte dello Stato non avrebbe fatto altro che aumentare "la mobilitazione delle persone" a favore della consultazione.

E per quanto riguarda invece il rischio di una guerra civile paventato da diverse testate giornalistiche, Puigdemont ha affermato che non è possibile, in quanto "la violenza non è un'opzione per la Catalogna".

Commenti
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Nahum

Lun, 25/09/2017 - 13:54

Hanno ragione si tratta di attività sediziose e contro la costituzione spagnola ...

Oraculus

Lun, 25/09/2017 - 14:05

Puigdemont??...andava da subito zittito...la catalogna libera e indipendente non e' una causa di democrazia...e di liberta'...in Catalogna non vi sono oppressi ne oppressori , la Catalogna e' una delle Regioni (Comunidad) piu' ricche di Spagna , la questione e' che degli esaltati riescono a esaltare milioni di pacifici catalani soffiando nelle loro orecchie ritornelli di orgoglio per una indipendenza che non dipende da loro ma da tutti gli spagnoli...inummaginabile una Spagna senza la Catalogna...senza i paesi Vaschi...bastasse solo la volonta' di una votazione "democratica" e allora noi mantovani potremmo pretendere la svincolo dall'Italia per rifondare il Gran Ducato dei Gonzaga...e cosi' via dicendo per tutte quelle comunita' , province , regioni , ecc...che lo volessero in nome della "democrazia"...dei catalani...Puigdemon & Soci??...tutti in galera!! perche' sovversivi alla integrita' della Spagna.

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Omar El Mukhtar

Lun, 25/09/2017 - 14:14

Rimane da stabilire da chi prenda legittimazione la forma monarchica dello stato spagnolo.

martinsvensk

Lun, 25/09/2017 - 14:19

Mettete in prigione lui e tutta la sua cricca di radicali di sinistra e buttate via la chiave. Mi ha fatto inoltre riflettere l'ottimo articolo del Giornale sui poteri forti del Mondo che hanno interesse a spaccare i vecchi stati per rendere i nuovi stati, più piccoli e deboli, maggiornente docili ai voleri degli stessi e facilitare il meticciato con una sconsiderata invasione. Penso che questo si adatti a meraviglia alla Spagna e all'Italia considerate due nazioni deboli.

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glucatnt73

Lun, 25/09/2017 - 14:46

La situazione potrebbe aggravarsi e di molto, lo stato centrale vuole neutralizzare i Mossos (come fece Franco nel '36) dando ordine alla Guardia Civil di disarmarli. Se dovessero opporsi potrebbe essere il preludio di una guerra civile.

Jon

Lun, 25/09/2017 - 14:48

..Ma non diciamo stupidaggini...!!! I cittadini hanno la sovranita' e Madrid sta riutilizzando i sistemi franchisti . Non esiste Legge che possa di impedire al Popolo di esprimersi con referendum consultivo; dopo, l'esito va mediato, discusso, ma inviare le truppe per fermare il voto e' un errore colossale. Hanno riesumato il Colonnello Tejero, ex golpista dell' 81, per completare l'Eurofascismo di Bruxelles, antidemocratico e repressivo. Stanno distruggendo l'Europa ed i cittadini incominciano a capire..

Enricolatalpa

Lun, 25/09/2017 - 14:48

Concordo con te, Nahum. Il problema è di metodo, non di merito. Non si può proporre l'indipendenza attraverso una consultazione popolare che coinvolge solo chi la vorrebbe (i catalani) invece che tutti gli interessati (l'intera Spagna)! Nel merito, se si rispettasse l'opinione di tutti gli interessati, nessuno avrebbe nulla in contrario in un paese democratico. Ci tengo a sottolineare che tutto ciò è cosa ben diversa dal prossimo referendum sull'autonomia di Lombardia e Veneto: in questo caso, nessuno chiede l'indipendenza, bensì una maggior autonomia nell'ambito dell'unità nazionale, ovvero ciò che la Catalogna già ha in essere

cir

Lun, 25/09/2017 - 15:13

ora- culus ha ragliato.

martinsvensk

Lun, 25/09/2017 - 15:48

Le stupidaggini le dici tu, Jon, e grosse pure! Questo referendum è stato organizzato senza quorum, come l'altro di due anni fa dove solo il 35% ha votato. La maggioranza dei catalani non vuole la separazione per questo la cricca indipendentista non vuole il quorum. Non si spacca un paese vecchio di sei secoli con un manipolo di radicali di sinistra che promettono mari e monti senza spiegare come la nuova Catalogna potrà sopravvivere senza il mercato spagnolo e senza l'adesione alla UE e alla NATO. Quindi pensa prima di scrivere inesattezze.

Jon

Lun, 25/09/2017 - 15:52

Nel caso della Catalogna, una grossa questione è che le tasse pagate dalla Catalogna non ritornano in modo appropriato sotto forma di investimenti governativi.Ogni anno circa il 9% del Pil catalano finisce nel resto del Paese e non torna più. Il debito catalano è circa il 4% del Pil spagnolo, circa 42 miliardi , mentre Madrid il piu' basso, grazie alla contribuzione dei Catalani che ora sono costretti a chiedere aiuto a MAdrid che gestisce come vuole, con molto ritardo , il ritorno dei finanziamenti. Madrid e' come Roma, ladrona, e deve rinunciare a spolpare il paese mentre ingrassa. Il modello Catalano e' morto grazie a Zapatero che ha creato una bolla immobiliare pazzesca, che ora viene addebitata alla Catalogna..E' un grave errore.. Vogliono uscire dalla NAto..ed hanno oltremodo RAGIONE..!! Sono molto piu' civili degli Italioti , corrotti e sempre a pecora..

Enricolatalpa

Lun, 25/09/2017 - 16:13

Jon, ribadisco quanto detto sopra: se, come giustamente tu dici, i cittadini hanno la sovranità, il referendum deve interessare tutta la Spagna, non solamente quei cittadini che la vorrebbero! Se così non fosse verrebbe meno il principio stesso della sovranità dei popoli. Cosa impedirebbe a Livorno di chiedere l'indipendenza da Pisa? Se facessi votare solo i livornesi, avresti dubbi sull'esito del referendum?

Enricolatalpa

Lun, 25/09/2017 - 16:41

Se Madrid è come Roma (ladrona), la strada da percorrere non è una quella che porta all'indipendenza, con tutto il suo corteo di demagogia inutile e dannosa (anche i catalani sanno benissimo che non avranno mai l'indipendenza vera e propria!), ma bensì quella dell'autonomia fiscale che consente di mantenere una maggior quota del proprio gettito in Regione, senza minare il principio della solidarietà e non facendo venir meno aspetti che hanno necessità oggettive di "economia di scala" (es. difesa, politica estera, macreconomia, moneta unica etc etc) per essere credibili su scala almeno continentale. Ti dicono niente le nostre Regioni autonome (es. Alto Adige)?

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llull

Mar, 26/09/2017 - 13:49

PRIMA PARTE - @Oraculus: il "Granducato dei Gonzaga" è morto e sepolto. Farlo rivivere potrebbe essere suggestivo ma non avrebbe seguito. La Catalogna è viva da sempre soprattutto come identità nazionale. Per la maggior parte di noi italiani la cosa è difficile da capire perché qui le parole NAZIONE e STATO sono praticamente sinonimi: la Nazione Italiana e lo Stato italiano sono la stessa cosa. Se consideriamo però il vero significato dei termini (lo Stato è un'aggregazione politica che resta unita grazie a vari Poteri che lo stesso esercita in tal senso, mentre una Nazione è un'aggregazione identitaria che contraddistingue un popolo per altre caratteristiche come una propria lingua, una propria cultura, un territorio ben definito, delle istituzioni attive e una forte identità nazionale delle persone che la compongono). Segue ->

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llull

Mar, 26/09/2017 - 13:56

SECONDA PARTE - Possiamo avere più Stati sotto un unica Nazione (come negli Usa) oppure più Nazioni sotto un singolo Stato (come nella Spagna attuale). Considerare quindi la Catalogna alla stregua di una qualsiasi regione italiana è fortemente riduttivo. Piuttosto dovremmo considerarla alla stregua di Estonia, Lettonia e Lituania quando con la forza facevano parte - loro malgrado - dell'URSS, oppure come Slovenia, Croazia e Serbia quanto Tito in Yugoslavia le teneva unite con la forza. I catalani malgrado l'occupazione spagnola hanno sempre mantenuto viva la loro particolare identità con la loro propria lingua, la loro cultura (musica, arte, letteratura), le proprie istituzioni arrivando persino a proclamare nel 1934 la Repubblica Catalana con il Presidente Francesc Macià. Segue ->

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llull

Mar, 26/09/2017 - 14:02

TERZA e ultima PARTE - Quello che sto cercando di dire è che l'indipendenza che i catalani reclamano non è una moda recente (come sta avvenendo in Italia da qualche decennio da parte di alcuni) e non è nemmeno su base economica (come in Italia per Roma Ladrona) ma è un qualcosa radicato da secoli soprattutto nei loro cuori. Il desiderio di indipendenza è tanto più grande quanto maggiore è stata la repressione subita da parte della Spagna nel corso dei secoli e che ha toccato l'apice durante il Franchismo. Per l'indipendenza la Storia Catalana annovera tanti martiri che hanno versato il sangue quando la democrazia era un sogno. Pertanto, invito gli italiani tutti a non considerare la questione catalana rapportandola alla nostra realtà perché si tratta di situazioni molto diverse.

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llull

Mar, 26/09/2017 - 14:08

PS: Saluti da Alghero, unica città italiana di lingua e cultura catalana. Questo fatto ci porta ad avere frequenti contatti a molti livelli con la Catalogna (soprattutto culturali e politici) e ci permette di avere un punto di vista privilegiato nel senso che conosciamo quella realtà sicuramente meglio del resto degli italiani. Saluti.