Riapre dopo 17 anni la stazione della metro distrutta l'11 settembre

Dopo diciassette anni riapre la stazione di Cortlandt Street della metropolitana di New York, rimasta completamente distrutta durante gli attentati dell'11 settembre 2001

Martedì prossimo ricorrerà il diciassettesimo anniversario degli attentati al World Trade Center dell'11 settembre 2001. Una delle pagine più buie della storia recente, indelebilmente impressa nella memoria della società occidentale ed in particolar modo degli abitanti di New York. Questi ultimi, tuttavia, da oggi potranno finalmente riappropriarsi di un angolo della loro città che era rimasto ancora ricoperto dai segni di quel tragico giorno. A partire da mezzogiorno di sabato infatti, sulla linea 1 della metropolitana newyorchese, verrà riaperta la stazione di Cortlandt Street, che venne completamente distrutta durante gli attentati a causa della sua ubicazione proprio sotto il luogo dove sorgevano le Torri Gemelle e dove oggi svetta la Freedom Tower, l'edificio principale del nuovo World Trade Center inaugurato nel 2014. Un'operazione di recupero che, data l'enormità della devastazione, ha richiesto molto tempo per essere portata a termine. Già subito dopo l'11 settembre, in una valutazione preliminare dei danni, l'allora responsabile alle infrastrutture della metropolitana John Ferrelli affermò: "Fondamentalmente avevamo dozzine di piani di un enorme edificio che cadevano da 180 metri di altezza proprio sopra il tetto della stazione. Era come se fosse un battipalo".

La stazione - ora ridenominata Wtc Cortlandt - è quindi rimasta chiusa ed inutilizzata per ben diciassette anni, sepolta dai detriti delle due torri che si abbatterono su di essa e funestata come se non bastasse anche da forti ritardi nell'inizio dei lavori di rifacimento, che partirono ufficialmente solo nel 2015. La Metropolitan Transportation Authority, società che gestisce il sistema di trasporti pubblici nello stato di New York, ha infatti dovuto attendere il via libera da parte dell'autorità portuale della città di New York e dello stato del New Jersey, le quali hanno potuto cedere il controllo del sito di costruzione solo dopo la conclusione di altri cantieri nella zona. A rallentare ulteriormente i lavori ha contribuito anche la contemporanea costruzione del nuovo World Trade Center al di sopra del manto stradale, come confermato da Mitchell L. Moss, direttore del Centro Rudin per la politica e la gestione dei trasporti all'Università di New York: "È stata una grande sfida ricostruire la metropolitana nello stesso momento in cui stai ricostruendo il sito sopra di esso. Nonostante tutto era un qualcosa atteso da molto tempo".

In un comunicato dell'Mta, viene inoltre specificato come il nuovo nome della stazione vuole essere un omaggio simbolico alla storia dei luoghi che si sono succeduti nel tempo al di sopra di essa: "Il nome della stazione fa riferimento sia alla sua ubicazione attuale all'interno del sito del World Trade Center sia a quella originaria in Cortlandt Street, la via che esisteva sopra la stazione quando la linea 1 della metropolitana fu aperta nel luglio 1918 ma che fu successivamente demolita durante la costruzione del primo World Trade Center alla fine degli anni '60".

L'inaugurazione della nuova stazione, costata complessivamente 181,8 milioni di dollari, rappresenta oltretutto un piccolo spiraglio di luce in quella che molti considerano una vera e propria crisi del sistema metropolitano di New York, colpito da frequenti ritardi dei convogli e dichiarato in stato di emergenza dal governatore dello Stato Andrew Cuomo lo scorso anno. L'interno del nuovo Wtc Cortlandt sarà inoltre decorato da un mosaico realizzato dall'artista Ann Hamilton, che rappresenterà simbolicamente alcune delle parole scritte nella Dichiarazione di Indipendenza americana e nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo. Dopo diciassette lunghi anni, questo sabato sarà dunque finalmente chiusa una delle ultime ferite dell'11 settembre rimaste aperte nella città di New York, ora cicatrice a perenne monito per gli anni a venire.