Ricordate la Sars, la Suina, l'Aviaria? Ecco che fine hanno fatto

Debellate o domate. Le grandi emergenze sanitarie che hanno allarmato il mondo sono ricordi sbiaditi. Hanno mietuto vittime ma meno di un'influenza di stagione

Un medico all'ospedale Carloss III di Madrid, dove è ricoverata un'infermiera contagiata dall'ebola

Il morbo della mucca pazza è stato debellato, il virus della Suina è stato domato dal vaccino antinfluenzale stagionale, l'Aviaria resta un grave problema veterinario ma non è più pericoloso per l'uomo. Le grandi emergenze sanitarie sembrano dei ricordi sbiaditi e soppiantati dalla new-entry che sconvolge il mondo: l'Ebola. Ma sembra un copione già visto: prima i casi striscianti di malati, poi qualche morto ed ecco sale la febbre di una possibile pandemia. Così scatta il piano di emergenza planetario e l'Oms dichiara la guerra totale a questo o quel virus che potrebbe decimare la terra. Con tutte le ricadute economiche che questo comporta: milioni di dosi vaccinali poi buttati al macero, sistemi di sicurezza estremi, controlli serrati dove non ce ne sarebbe bisogno, miliardi di euro o dollari in fumo, psicosi generalizzata. E alla fine, vere e proprie pandemie non se ne sono ancora viste. Per ogni virus accertato i morti ci sono stati, certo, ma sempre meno di quanti ne miete ogni anno una banale influenza stagionale. In Italia, per esempio, quest'anno – stagione tranquilla -si prevedono circa 4 milioni di casi di influenza e si stimano 6-7000 morti: il doppio di quanti ne ha fatti Ebola in tutta l'Africa. E di molti altri virus «letali» diventati ormai un ricordo.

MUCCA PAZZA

Diagnosticata per la prima volta nel Regno Unito, il morbo della mucca pazza (Bse), ha segnato profondamente la filiera alimentare e nel 2001 ha sterminato gli allevamenti bovini d'Europa. I tecnici allora predissero migliaia di morti perché l'agente infettivo, il prione, poteva colpire l'uomo con la cosiddetta variante della Creutzfeldt Jakob, malattia degenerativa neurologica. Alla fine il bilancio è stato di 163 morti. Ora la bistecca con l'osso non è più un sogno dei carnivori e della Bse non c'è più traccia.

SARS

Nel 2002 è arrivata la Sars. La polmonite asiatica che ha monopolizzato i tg di tutto il mondo. In Italia la paura fu ingigantita dalla morte di Carlo Urbani, il virologo che aveva scoperto il virus e ne era rimasto contagiato pochi mesi prima. Alla fine la Sars ha colpito soltanto il Sudest asiatico e il Canada, registrando 8 mila casi di contagio e 880 morti. Del suo passaggio resta solo una ricca rendita dei produttori di mascherine. Della Sars oggi non c'è più traccia: il virus è tornato nel suo habitat naturale perché ha perso le caratteristiche aggressive.

AVIARIA

Appena tre anni dopo però l'allarme ritorna in tutto il mondo, con il nome tecnico di H5N1. L'influenza aviaria, la febbre dei polli, era pronta a irrompere in tutto il pianeta e a fare, secondo l'Oms «almeno un milione di morti». In realtà i decessi si sono fermati a 369 a dispetto degli esperti che l'avevano paragonata alla Spagnola, del 1918, o all'Asiatica del '57-'58. Nel frattempo, solo in Italia sono state stoccate 40 milioni di dosi di antivirali mentre gli Usa hanno acquistato 192 milioni di dollari di Tamiflu. L'Aviaria, però, rimane tuttora un grosso problema di carattere veterinario e nessuno esclude che il virus, presente in modo ancora così massiccio negli animali, possa trasmettersi all'uomo e diventare così altamente infettivo.

SUINA

Il Virus H1N1, per l'Oms doveva scatenare la prima pandemia del ventunesimo secolo. È scoppiato nel 2009 con i primi focolai in Messico e ha causato circa 18mila morti accertate e ha contagiato 482mila persone. Ma non c'è stato nulla di drammatico se non i 229 milioni di dosi di vaccini negli Usa mandati al macero. Del resto, il numero delle vittime è risibile rispetto a quelle che miete l'influenza invernale, che ogni anno uccide tra 250mila e 500 mila persone nel mondo. Il virus H1N1 ora è stato inglobato nel normale vaccino antinfluenzale e non fa più paura a nessuno.

Commenti

cgf

Dom, 12/10/2014 - 10:12

SENZA SOTTOVALUTARE i rischi che Ebola comporta, sono morte finora nel mondo il 10% delle persone che NEI SOLI USA muoiono ogni anno a cause e/o conseguenze del.... raffreddore. Notato che non si parla più di Russia, Ucraina, Siria? Il ragazzo abbronzato ce sta a pijà tutti x..

Ritratto di stenos

stenos

Dom, 12/10/2014 - 10:43

Ormai le multinazionali americane hanno svuotato gli scaffali dai vaccini. Eccesso ce l'ebola, avanti......

Ritratto di depil

depil

Dom, 12/10/2014 - 10:57

regalate una dose di Ebola a Di Pietro

Georgelss

Dom, 12/10/2014 - 10:59

Cusmai che vuoi dire? Che e' tutta una stronzata? Parla(scrivi) chiaro!!

linoalo1

Dom, 12/10/2014 - 11:04

Ovvio!Quelle malattie,si ricorderebbero solo se avessero fatto centinaia di vittime!Qui,però,non c'è niente da scherzare e da prendere sotto gamba,vero Lorenzin?Se l'Ebola si espandesse come l'influenza,addio umanità!Lino.

squalotigre

Dom, 12/10/2014 - 12:55

Non so quali titoli e quale esperienza abbia la giornalista che ha scritto questo articolo. Sarebbe stato meglio che si fosse occupata di altri argomenti perché di malattie epidemiche non sa quello che dice. Che senso ha dire che gli incidenti stradali in America in un solo giorno sono superiori in numero ai morti di Ebola? Vorrebbe che fossero in numero superiore per far sì che gli Stati si attrezzassero per non far morire, di una morte orribile, i propri cittadini? Non ha pensato che forse le altre epidemie non si sono tramutate in catastrofi proprio perché gli stati hanno predisposto misure che la evitassero? Meglio spendere soldi in vaccini che non saranno usati che in bare che invece sarebbero state completamente esaurite. L'ebola è un pericolo grossissimo per la salute pubblica e solo i cretini possono credere che la si debba prendere sottogamba. E' stata paragonata all'aids, ma tale paragone è sottovalutato perché forse la Cusmai lo ignora ma l'aids non si trasmette solo con un semplice contatto con un indumento che è stato indossato dall'ammalato. Prima di scrivere fesserie che non fanno bene alla credibilità di un giornale che ritengo uno dei migliori sulla piazza, si informi leggendo qualche rivista scientifica e non dando retta agli spropositi orecchiati al mercato.

Raoul Pontalti

Dom, 12/10/2014 - 16:05

Che fine hanno fatto? Quella scontata applicando i principi della profilassi e del buonsenso e rimovendo anche alcuni fattori tecnologici che hanno provocato o agevolato la diffusione degli agenti eziologici. La SARS basta che non fugga dai laboratori cinesi e che in Cina si tengano gli animali come si deve, idem per certe forme influenzali (non si facciano scappare i cinesi i ceppi H5 e H7 aviari ad alta patogenicità detti anche velocigeni magari già adattati al suino e ai loro sfortunati apprendisti di laboratorio....), tenuto conto che le influenze degli animali, oltre ad essere ineliminabili in natura, in genere provocano alta morbilità quando occorrono nell'uomo ma bassa letalità (eccettuati H5 e H7 e qualche altro che però solo sporadicamente danno malattia nell'uomo). In ultima analisi. preoccupiamoci delle influenze esclusivamente umane che ci bastano e avanzano. Per l'encefalite spongiforme bovina (o morbo della vacca pazza), la cui esplosione pandemica fu dovuta ad imprenditori coglioni che per risparmiare riciclarono carcasse di pecore gallesi affette da Scrapie (altra encefalopatia spongiforme tipica dell'ovino ed endemica nel Galles e sporadica nel resto del Regno Unito) per produrre farine di carne destinate all'alimentazione dei ruminanti stabulati per l'ingrasso. Per risparmiare ulteriormente quei criminali abbassarono anche le temperature di trattamento con il risultato di dare il via libera ai prioni con diffusione anche in specie diverse (salto di specie) fino a quando non si giunse alla malattia nell'uomo: a quel punto si decise di rimediare distruggendo intere mandrie e stalle in tutto il mondo e vietando le farine con proteine di origine animale nella dieta degli erbivori. Risolto il pasticcio tecnologico la BSE è tornata ad essere sporadica e lo Scrapie ad essere endemico negli ovini del Galles (dove però non dava e tuttora non dà direttamente problemi alle altre specie, uomo compreso). Morale: Madre Natura non si lascia stuprare impunemente dall'uomo e quando ciò avviene ella si vendica spietatamente.

@ollel63

Dom, 12/10/2014 - 21:00

non son diregenti paperoni: son DIRIGENTI LADRONI da galera a vita.