Russia, primo ministro Medvedev si dimette con il governo

Il governo della Russia si è dimesso in blocco nel giorno del discorso annuale di Vladimir Putin all'Assemblea Federale sullo stato della nazione

In Russia il governo presieduto dal primo ministro Dimitrij Medvedev ha rassegnato le proprie dimissioni nel giorno del discorso presidenziale di Vladimir Putin all'Assemblea Federale sullo stato della nazione.

Secondo quanto riferito dall'agenzia stampa Tass, l'esecutivo russo si è dimesso in blocco. Ad annunciarlo è stato Medvedev, che ha citato l'articolo 117 della Costituzione.

Putin ha così incaricato il governo uscente di adempiere ai propri obblighi fino alla formazione di un nuovo Gabinetto, dopo aver ringraziato i membri del lavoro svolto, aggiungendo però che “non tutto è riuscito”.

In mattinata Putin e Medvedev si erano incontrati per discutere vari temi relativi all'attuazione dei contenuti del messaggio del capo dello Stato all'Assemblea Federale. Il comunicato dell'ufficio stampa del Cremlino non lasciava presagire segnali di alcun tipo. La notizia flash sottolineava semplicemente che i due “hanno discusso delle iniziative espresse dal capo dello Stato nel messaggio all'Assemblea federale, questioni relative all'attuazione delle disposizioni in esso contenute”.

Il piano di Putin

Fonti russe riferiscono che lo Zar nominerà Medvedev come vice nel Consiglio di sicurezza presidenziale. La mossa del primo ministro potrebbe dunque essere funzionale a quanto proposto da Putin nel suo discorso. Il presidente, infatti, mirerebbe a ritagliarsi una nuova posizione di potere per rimanere al timone dopo la fine del suo mandato, in scadenza nel 2024.

Putin ha parlato di una riforma costituzionale che assegnerà più poteri al Parlamento a discapito della presidenza. La proposta, che dovrà eventualmente essere sottoposta a un referendum, prevede poi che il primo ministro e i ministri vengano nominati dal Parlamento e non dal capo del Cremlino, come invece avviene adesso.

Il leader russo ha inoltre proposto, per il futuro, che il presidente possa rimanere in carica solamente per due mandati complessivi e non, come previsto attualmente, per due mandati consecutivi.

In molti si chiedono cosa farà Putin dopo che nel 2024 avrà terminato il suo quarto e ultimo mandato. Secondo alcuni esperti, con l'indebolimento del suo ruolo che scaturirebbe da questa riforma costituzionale, è probabile che lo Zar ambisca a guidare la Russia nuovamente dalla poltrona di premier, posizione che di fatto verrebbe rafforzata dalla riforma.

Il 67enne Putin è al vertice della politica russa in veste di presidente o primo ministro da due decenni, ed è il leader russo o sovietico più longevo della storia dai tempi di Stalin. Medvedev è invece un collaboratore di lunga data di Putin; ricopre l'incarino di primo ministro dal 2012 prima di trascorrere quattro anni come presidente, dal 2008 al 2012.

Commenti

Giorgio1952

Mer, 15/01/2020 - 17:35

"Il 67enne Putin è al vertice della politica russa in veste di presidente o primo ministro da due decenni, ed è il leader russo o sovietico più longevo della storia dai tempi di Stalin. Medvedev è invece un collaboratore di lunga data di Putin; ricopre l'incarino di primo ministro dal 2012 prima di trascorrere quattro anni come presidente, dal 2008 al 2012." Quello che vorrebbe fare Salvini con la Meloni

tiromancino

Mer, 15/01/2020 - 17:50

Incredibile,fa ciò che vuole, propone e dispone a proprio piacimento: dittatore democratico

mila

Gio, 16/01/2020 - 07:50

@ tiromancino -I nostri politici, invece, che cosa fanno?