Sak Yant, l'inchiostro magico

Un viaggio nel mondo dei tatuaggi magici thailandesi. Secondo la cultura locale sarebbero un collegamento tra il mondo fisico e quello degli spiriti

Un viaggio nel mondo dei Sak Yant, i tatuaggi magici thailandesi. Originariamente indossati dai guerrieri, che li utilizzavano come "armatura di protezione" in battaglia, hanno un alto valore spirituale e una tradizione antichissima. Secondo la cultura locale sarebbero un collegamento tra il mondo fisico e quello degli spiriti, in grado anche di poter determinare o modificare il corso della propria esistenza. Pubblichiamo un estratto del libro di Fabio Polese, Inchiosto magico (Eclettica Edizioni, 160 pagine, 29 euro):

I Sak Yant, i tatuaggi tradizionali thai, che possono essere considerati una pratica magica, erano originariamente indossati dai guerrieri e venivano usati come “armatura di protezione” in battaglia. Anche se non sappiamo con precisione quando siano nati (la più antica prova storica risale ai tempi del Re Naresuan Maharaj, nel periodo più prospero del regno di Ayuttaya), ancora oggi hanno un alto valore spirituale nella credenza del Paese. Da tempi lontani, infatti, il tatuaggio fa parte della tradizione del sud-est asiatico, come fosse un rito di passaggio. In Thailandia e in Birmania, gli uomini erano soliti tatuarsi dal bacino alle ginocchia, elevandosi spiritualmente.

Sak letteralmente significa “tatuaggio” e Yant, abbreviazione del Pali sanscrito, lingua indiana usata ancora oggi nel Buddismo Theravada, significa "disegno sacro o magico".

Gli Yant sono simboli mistici, formati da sillabe (quelle che contengono il potere) e disegni geometrici con significati esoterici (principalmente quadrati o triangoli che rappresentano le forme e le figure dei quattro elementi - terra, aria, acqua e fuoco - e cerchi che possono rappresentare il sole, la luna e la ruota dell'esistenza, la ciclicità della vita e il suo movimento simbolico nel tempo dell'infinito). Alcuni hanno raffigurazioni di animali (come il leone, la tigre, la tartaruga, il serpente) o creature mitologiche legate alla simbologia asiatica, animista e buddista (come Hanuman, Yak, Singha). Altri simboli possono includere le foglie del fico sacro, l'albero sotto il quale Siddharta Gautama (il Budda) ha raggiunto il Nirvana, l'illuminazione. Altri ancora possono ritrovare rappresentazioni di figure thai di spicco, come monaci molto venerati o ex Re.

Le sillabe sono chiamate Mon, cioè Mantra, e quando costituiscono versi più lunghi diventano Khata o Gatha. Se un tatuaggio ha solo scritte e non raffigurazioni, allora è un Sak Khata. Il Mantra è una espressione sacra che può corrispondere ad una formula mistica o magica, ad una preghiera, ad un canto sacro o a una pratica meditativa e religiosa e sono recitati, oltre che dai maestri tatuatori, anche dagli sciamani, esorcisti e erboristi.

L'alfabeto viene chiamato Akkhara e le lettere tatuate possono anche far riferimento allo stesso termine. Questo alfabeto è scritto in una diversa varietà di caratteri, Kmer nella Thailandia centrale, Shan e Lanna nella parte nord del Paese e in Cambogia (dove ormai la tradizione è quasi scomparsa), Thailü e Lao Tham nel nord-est e nel centro-sud del Laos.

Il metodo e il rituale di creazione di uno Yant è estremamente complesso e raramente viene condiviso con i non iniziati.

Tatuarsi è un percorso. E ogni raffigurazione ha delle regole precise su come e quando si può realizzare. I primi tatuaggi solitamente, tranne rare eccezioni, si fanno nella parte alta della schiena, successivamente viene tatuato il petto, poi le braccia, la parte bassa della schiena, le mani, il collo e la testa. Alcuni tipi particolari di Sak Yant possono essere fatti anche sulle gambe.

Possono tatuare solo gli Ajarn e possono essere sia religiosi sia laici, l'importante è che abbiano concluso un lungo percorso di studi con uno o più maestri anziani. Sempre loro possono scegliere di realizzare uno Yant ad una determinata persona oppure no, in base a quello che sentono e vedono. I disegni sono tantissimi e tutti hanno significati e poteri specifici. Alcuni sono fatti appositamente per dare coraggio e sono utilizzati soprattutto dalle forze speciali e dai fighters della Muay Thai, l'antica arte marziale del Paese. Queste persone cercano protezione dal dolore fisico, da incidenti o aggressioni. Possono anche chiedere di essere più forti e vincere contro i loro avversari. Altre composizioni portano fortuna. Altre ancora soldi, lavoro e amore.

Il potere, oltre che dal diverso Yant, viene trasmesso dal Maestro, in base ad alcuni comportamenti. Tra questi i più importanti sono la composizione dell'inchiostro usato, il Mantra pronunciato durante la scrittura e il rito dell'attivazione.

Ovviamente, l'efficacia è dovuta da diversi fattori. Il rispetto delle regole e anche dalla determinazione di chi si fa tatuare, che spesso arriva solo dopo un lungo periodo di pratiche meditative.

Gli Yant vengono anche utilizzati come protezione in altri modi. Non è difficile trovare queste raffigurazioni su porte e passaggi in generale, a difesa della propria casa o del proprio veicolo. Oppure intorno al collo, attraverso gli amuleti. Quest'ultimi si chiamano Khawng Khlang e hanno poteri magici racchiusi nelle pietre preziose, nelle foglie e nel mix di resine e ceneri con cui vengono creati. Successivamente gli Ajarn, attraverso una cerimonia chiamata Pluk Sek, li attivano, dandogli la forza.

Commenti

Divoll

Dom, 14/07/2019 - 14:31

Oggi si distingue di piu' chi non ha tatuaggi.

Ritratto di blackwater

blackwater

Dom, 14/07/2019 - 18:44

da aggiungere che sebbene i tatuaggi sak yant possano anche essere realizzati con una macchinetta,quelli originali si fanno a mano con una lunga asticella metallica ed assolutamente a mano libera; interessante notare un monaco-ayarn,specie del famoso "tempio dei tatuaggi" wat bang phra,decide lui cosa tatuare dopo una modestissima offerta,e poi quel tatuaggio sacro dovrebbe imporre anche un codice di condotta al tatuato...

Pauline

Lun, 15/07/2019 - 13:08

Ho acquistato il libro e l'ho trovato molto interessante. Spiega bene tutti gli aspetti dei Sak Yant, dai rituali magici di attivazione, alla preparazione degli inchiostri che vengono utilizzati, fino alla modalitá di realizzazione, le regole e i modi di comportamento per far sí che il tatuaggio sacro possa fare effetto. Inoltre nel volume ci sono numerose foto e spiegazioni di alcuni khata che vengono raccontati dagli Ajarn, sia monaci sia laici, che l'autore ha incontrato. Serio e preciso, consiglio questo libro a chiunque interessi la cultura e la tradizione asiatica, il tatuaggio in generale e l'occulto.