Sarin, tutto quello che c'è da sapere

Incolore, inodore ma 26 volte più letale del cianuro: si tratta del gas nervino Sarin che, dopo i tragici fatti di Idlib, torna a far parlare di sé

Il Sarin, uno dei primi gas nervini della storia, si conferma protagonista indiscusso degli episodi più bui del nostro tempo. Scoperto per caso, nella prima metà del Novecento, questo agente tossico non si è mai veramente eclissato e, come dimostra la cronaca più recente, è tornanto a cortissimo giro alla ribalta mediatica, tanto dopo l’assassinio di Kim Jong-nam quanto dopo i tragici fatti di Idlib.

Nascita

Nel 1936 Gerhard Schrader, scienziato tedesco della Bayer, stava mettendo a punto un nuovo tipo d’insetticida quando una goccia di quella sostanza cadde inavvertitamente a terra: ci vollero 3 settimane prima che il professore ed il suo team si riprendessero dall’intossicazione. Schrader si rese così conto di aver scoperto un agente chimico senza precedenti che suscitò immediatamente l’interesse del Reich. Tuttavia, durante il periodo bellico, il Sarin (acronimo dei nomi dei sui scopritori: Schrader, Otto Ambros, Rüdiger e Hermann Van der Linde) non venne utilizzato sui campi di battaglia bensì sperimentato e perfezionato nei laboratori tedeschi. Dopo la caduta del Reichstag il governo inglese tentò senza successo di reclutare Schrader, mentre Otto Ambros – dopo aver scontato solo 3 degli 8 anni di reclusione comminatigli dal Tribunale di Norimberga – si prestò a guidare il programma di armamento al Sarin degli States.

Caratteristiche

A temperatura ambiente il Sarin si presenta come un liquido incolore ed inodore che evolve spontaneamente nello stato areiforme. A prima vista sembra innocuo come un bicchiere d’acqua ma, invece, questo agente è 26 volte più letale del cianuro. L’intossicazione può avvenire per inalazione o contatto e, secondo quanto stabilito dai ricercatori, la dose letale (LD50) per un uomo intorno ai 70 kili è di 1.7 grammi. Gli effetti di questo pericoloso agente chimico che aggredisce il sistema nervoso ed è letale anche in minima concentrazione sono: difficoltà respiratorie, contrazione delle pupille, vomito, perdita di urina e feci, sudorazione e salivazione in eccesso, lacrime, spasmi convulsivi e morte per soffocamento.

Convenzione sulle armi chimiche del ‘93

Le Nazioni Unite, dopo aver classificato le armi chimiche come armi di distruzione di massa, ne hanno bandito produzione e stoccaggio con la Convenzione sulle armi chimiche, aperta alla firma a Parigi il 13 gennaio 1993 ed entrata in vigore il 29 aprile 1997. In base alla Convenzione, primo pilastro su cui poggia il sistema di disarmo e di non proliferazione delle armi di distruzione di massa, gli agenti chimici in grado di poter essere usati come armi chimiche sono divisi in tre gruppi e regolamentati: nel primo gruppo c’è proprio il Sarin che può esser utilizzato solo a scopi di ricerca medica, farmaceutica o protettiva.

Precedenti

Il Sarin appare e scompare ma, alla fine, riappare sempre. Così nel 1988 viene usato dal regime di Saddam – approvvigionato dagli States allora suoi alleati – per bombardare la città di Halabja, nel Kurdistan d’Iraq. Poi nella metro di Tokyo, nel 1995, è protagonista dell’attentato orchestrato della setta religiosa Aum Shinrikyo che lo nasconde in dei sacchetti, avvolti da dei giornali, forati ed abbandonati a terra. Nel 1998, invece, Cnn e Time Magazine accusano una divisione dell’areonautica a stelle e strisce di aver usato il Sarin nel corso di un’incursione nel sud-est del Laos, durante la guerra in Vietnam, ma la vicenda non verrà mai chiarita. Fino ad arrivare al 21 agosto 2013, giorno in cui a Ghuta – nei sobborghi di Damasco – alcuni missili superficie-superficie che contengono Sarin fanno strage di civili. Secondo la ricostruzione di Seymour Hersh, epigono del giornalismo investigativo statunitense, l’agente chimico colpevole della strage non proveniva dagli arsenali del governo siriano, bensì da quelli dei ribelli.

Il Sarin oggi

Venendo ai giorni di oggi, nel giro di qualche mese, il famigerato gas nervino è tornato alla ribalta. A febbraio, infatti, potrebbe esser stato utilizzato nell’aggressione mortale a Kim Jong-nam, fratellastro del dittatore nordcoreano Kim Jong-un. L’uomo, intercettato ed assalito nell’aeroporto malese di Kuala Lumpur, è stato ucciso con uno spray contenente, probabilmente, proprio il Sarin. Mentre, appena ieri, l’agente chimico sembra sia tornato a minacciare la Siria, seminando morte nel villaggio di Khan Sheikhoun, ad Idlib. Non è ancora chiaro se la dispersione del gas (la cui natura è da confermare) si sia verificata in seguito ad un bombardamento dell’aviazione lealista su un deposito di armi chimiche dei “ribelli” siriani, oppure, ai missili volutamente sganciati dai jet governativi sui territori occupati dai jihadisti.