Siria, la base di Tartus ceduta alla Russia per 45 anni

Fino ad undici unità, comprese quelle a propulsione nucleare, potranno attraccare nel nuovo spazio di ancoraggio di Tartus. La cessione si proroga automaticamente per altri 25 anni fino al 2091.

Mosca e Damasco hanno firmato un accordo per lo sviluppo e la modernizzazione della base navale russa di Tartus, in Siria, ed il protocollo che prevede le condizioni per la distribuzione delle forze aerospaziali russe. La struttura navale di Tartus, ultimo avamposto russo nella Regione dopo il crollo dell'Unione Sovietica, entro due anni sarà in grado di ospitare le principali unità navali della Marina, compresi i sottomarini a propulsione nucleare. I documenti, firmati m​ercoledì scorso, sono stati resi pubblici poche ore fa. Entrambe le camere del parlamento russo hanno confermato la loro disponibilità ad esaminare l'accordo il più presto possibile. Lo scorso ottobre, il Ministero della Difesa russo ha rivelato i piani per stabilire una base navale permanente nel porto siriano della città occidentale di Tartus. L’avamposto ha mantenuto una piccola struttura di manutenzione e supporto navale fin dal 1977. Dopo i lavori di adeguamento, la base di Tartus sarà in grado di ospitare la portaerei Admiral Kuznetsov, i principali vettori da battaglia della Marina come le unità classe Kirov ed i sottomarini classe Yasen, forse anche i Borei. L’espansione di Tartus consentirà a Mosca di potenziare la task force navale permanente nel Mediterraneo, attivata nel dicembre del 2012, ed estendere la sua presenza nella regione. L’accordo con Damasco per Tartus, a differenza di quanto avvenuto per Hmeimim, prevede una concessione di 49 anni e si proroga automaticamente per altri 25 a meno che una delle due parti, dodici mesi prima la scadenza naturale, non intenda rinunciare comunicando la decisione tramite canali diplomatici.

La base navale di Tartus

L’attuale centro logistico di Tartus, entro due anni, guadagnerà lo status di base navale. Nel nuovo documento si sottolinea la natura difensiva dell'accordo.

“Fino ad undici unità russe potranno attraccare nel nuovo spazio di ancoraggio ricavato nel porto di Tartus, comprese quelle a propulsione nucleare a condizione che rispettino le linee guida in materia di sicurezza ambientale. La Russia sarà responsabile della sicurezza della base via mare e per via aerea: la Siria garantirà la sicurezza del territorio via terra. Mosca potrà schierare avamposti mobili temporanei oltre il perimetro della base, se precedentemente coordinati con la parte siriana. La Russia avrà il diritto di demolire, ricostruire e configurare tutti gli edifici della base di Tartus, comprese le piattaforme subacquee off-shore. La Russia si impegnerà ad inviare in Siria, qualora venissero richiesti, degli specialisti per contribuire a riattivare le navi da guerra di Damasco. Mosca coordinerà tutte le operazioni di ricerca e soccorso nelle acque siriane. La Siria non potrà procedere legalmente contro le attività militari della base e si impegna anche a risolvere eventuali conflitti che potrebbero sorgere con una terza parte”.

Il nuovo status di Tartus, comporterà un aumento sostanziale delle misure difensive stratificare, come si sistemi K-300P Bastion.

La ratifica dell’accordo è una pura formalità, ma necessaria per creare il quadro normativo di riferimento e l’immediato inizio dei lavori. Il Comitato di Difesa della Duma, la camera bassa del Parlamento russo, sta già esaminando l'accordo. Il Consiglio della Federazione, la camera alta del Parlamento, potrà esprimersi entro la prossima sessione del primo febbraio.

La base di Hmeimim

Lo scorso 15 ottobre, Vladimir Putin ha firmato la legge federale sulla ratifica dell'accordo tra la Federazione Russa e la Repubblica araba siriana. In base a tali accordi, la base aerea di Hmeimim, nella provincia di Latakia, in Siria, viene ceduta alla Russia a tempo indeterminato e su base pro bono. L'accordo è stato firmato a Damasco il 26 agosto scorso. Il nove agosto scorso, il testo è stato presentato dal presidente della Russia alla Duma. La legge federale è stata approvata il 7 ottobre scorso ed, infine, ratificata dal Consiglio della Federazione cinque giorni dopo. L'accordo stabilisce i termini e le condizioni relative alla presenza del gruppo aereo russo nella Repubblica araba siriana. Il 30 settembre dello scorso anno la base di Hmeimim è stata concessa a Mosca, gratuitamente, per ospitare il rischieramento aereo richiesto dal governo siriano. Hmeimim, modificato lo status giuridico, è a tutti gli effetti una base russa. La base non ospiterà bombardieri strategici né armi nucleari.

I dettagli nella nota ufficiale del Cremlino

“Il gruppo aereo opera sotto il comando russo e coordinerà le sue missioni con il governo siriano. La Russia determinerà di volta in volta, la composizione del gruppo aereo che intende schierare, di concerto con la Siria. Le importazioni di armi, munizioni, attrezzature e materiali, necessarie per rendere operativa la base nella Repubblica araba siriana e garantire la sicurezza del proprio personale, sono esenti da eventuali oneri o tasse. Il personale non può essere soggetto ad alcuna restrizione ed ispezione una volta attraversata la frontiera della Repubblica araba siriana. Personale e familiari sono considerati come diplomatici in missione e godono della medesima immunità e degli stessi privilegi. Non vi può essere imposta alcuna tassa diretta o indiretta. Il gruppo di volo gode dell'immunità civile ed amministrativa assoluta nella Repubblica araba siriana. Tutti i beni, così come gli archivi ed i documenti nella base sono inviolabili. Mezzi di trasporto ed aerei della Federazione russa utilizzati nell'interesse del gruppo aereo godono dell'immunità: è vietata l’ispezione, la perquisizione e qualsiasi azione coercitiva. La Siria non potrà procedere legalmente contro il gruppo di volo in relazione all’attività svolta”.

Commenti

VittorioMar

Sab, 21/01/2017 - 11:44

...QUESTA SI' E' UNA GRAN BELLA NOTIZIA..!!...SGHIGNAZZO IN SILENZIO..!!

Keplero17

Sab, 21/01/2017 - 14:45

Gli usa hanno basi in tutto il mondo, sol in Italia c'è la base della 6^ flotta a Napoli e una dei paracadutisti ad Aviano. A cosa servono all'Italia non si capisce visto che siamo invasi da migranti tutti i giorni.