Siria, bombardata l'ambasciata russa a Damasco

Due colpi di mortaio hanno colpito, per la seconda volta in meno di un mese, l'ambasciata russa a Damasco e al-Qaeda minaccia: "Ceceni uccidete i russi"

L'ambasciata russa a Damasco, in Siria, è stata bombardata per la seconda volta in un mese. L'agenzia di stampa russa Ria Novosti ha fatto sapere che due colpi di mortaio hanno colpito le pareti esterne del compound. Le autorità di Mosca hanno dichiarato che tutto il personale è al sicuro e non ci sono ne vittime ne feriti.

In realtà i colpi non si sono limitati a colpire solo l'ambasciata ma anche le zone vicine colpendo un gruppo di manifestanti che sfilava a sostengo della campagna russa nel paese. Secondo alcuni testimoni, diverse persone fra i dimostranti sono rimaste ferite.

"L'attacco di oggi è un atto terroristico che vuole spaventare chi prende parte alla lotta contro il terrorismo". A parlare è stato Sergei Lavrov, ministro degli Esteri russo che intervenendo ad una conferenza stampa ha anche detto che "la Russia sta lavorando con le autorità siriane per identificare i responsabili e auspica siano prese misure per evitare incidenti del genere in futuro".

Intanto per la Russia arriva una nuova minaccia, questa volta firmata da al-Nusra, unica emanazione riconosciuta di al-Qaeda in Siria. Il leader della formazione qaedista hanno invitato tutti i "colleghi ceceni a compiere attentati contro civili e militari in Russia". L'appello arriva dopo diversi giorni di intensi bombardamenti dell'aviazione russa nelle zone di Aleppo e Hama dove opera al-Nusra. "Se l'esercito russo uccide il popolo siriano, allora voi uccidete la loro gente. E se loro uccidono i nostri soldati, allora voi uccidere i loro. Occhio per occhio" ha detto Abu Mohamed al-Jolani in un messaggio audio.