Schegge di colpi di mortaio: ferito in Siria fotografo italiano

Gabriele Micalizzi, 35 anni milanese, era su un palazzo bersagliato da colpi di kalashnikov: ora è fuori pericolo

Un fotografo italiano freelance, Gabriele Micalizzi, milanese di 35 anni, è rimasto ferito a Deir Ezzor, nell'est della Siria. A quanto si apprende, il giornalista era impegnato in un servizio con un collega della Cnn per documentare l'offensiva curdo-araba, appoggiata dagli Usa, contro l'ultima roccaforte dell'Isis, in un fazzoletto di terra nella zona al confine con l'Iraq.

Il fotografo era su un edificio che sarebbe stato bersagliato da colpi di kalashnikov o di Rpg. L’italiano sarebbe rimasto ferito al volto e sarebbe stato evacuato verso un ospedale americano nella base di “Omar Field”. A quanto apprende l'Adnkronos, Micalizzi era cosciente quanto è stato trasportato nell'ospedale della base americana. Micalizzi - secondo quanto riferisco all'AGI Alessandro Sala e Luca Santese che collaborano con il collettivo Cesura Lab di cui Micalizzi fa parte - è fuori pericolo e viene trasferito in elicottero nell'ospedale di Erbil in Iraq. Micalizzi è rimasto ferito al volto da schegge di una granada lanciata dall'Isis secondo un testimone.

Il caso viene seguito con attenzione dall'inviato de "Il Giornale" Fausto Biloslavo. Fino a ieri pomeriggio, il fotoreporter era in prima linea con il nostro Fausto Biloslavo e Francesco Semprini de La Stampa.

Micalizzi, 35 anni compiuti il 24 gennaio, diplomato all'Accademia di Belle Arti ha fondato il collettivo di fotografia Cesura Lab insieme a Luca Santese e Andrea Rocchelli, ucciso durante la guerra in Ucraina nel 2014. Micalizzi oltre a essere fotoreporter di guerra, ha lavorato anche nella moda: nel 2017 ha firmato la nuova campagna intimo di Yamamay.

La Procura di Roma ha aperto un fascicolo di indagine in merito al ferimento del fotografo. Attentato con finalità di terrorismo è il reato per cui si procede nell'indagine coordinata dal sostituto procuratore Sergio Colaiocco che ha dato delega ai carabinieri del Ros per ricostruire la dinamica del ferimento.

Commenti
Ritratto di Rerum

Rerum

Lun, 11/02/2019 - 15:14

Mi spiace per il fotografo, ma se ti rechi in luoghi pericolosi devi mettere in contro le avversità. Tanto per fare un esempio, Robert Capa, il più celebre fotografo di guerra, è uscito indenne durante la guerra spagnola e lo sbarco in Normandia ma ci ha lasciato le penne in Vietnam.

buonaparte

Lun, 11/02/2019 - 16:42

non ce piu bisogno con le nuove tecnologie dei fotografi di guerra le riprese le fanno gli stessi combattenti con le cineprese sopra i casco.

Ritratto di bonoitalianoma

bonoitalianoma

Lun, 11/02/2019 - 17:04

À LA GUERRE COMME À LA GUERRE ... ormai manco a Hollywood fanne le riprese di guerra "in fiction" ma vanno direttamente sul fronte. Auguri di pronta guarigione.

DemyM

Lun, 11/02/2019 - 23:31

Spero possa guarire presto e completamente.Grazie al suo contributo per una vera verità dal fronte della guerra. Un eroe, come pochi altri giornalisti.