Siria, metà popolazione senza casa. "Abbiamo elenco crimini di guerra"

Le Nazioni Unite riportano l'attenzione sul dramma del Paese sfiancato dalla guerra civile. Accuse a entrambe le parti

Rifugiati siriani si riparano in un edificio diroccato a Istanbul

Quello siriano è "uno dei più grandi esodi della storia recente", un dramma causato da quattro anni di guerra civile che ha lasciato senza un posto dove vivere oltre dieci milioni di persone, all'incirca un abitante su quattro, e costretto tre milioni di persone a uscire dai confini dello Stato, cercando rifugio altrove.

Un nuovo dossier dell'Ohchr (Commissione internazionale di inchiesta delle Nazioni Unite sulla Siria) fa il punto sui nuovi numeri di rifugiati e sfollati, ricordando il peso maggiore dell'esodo ricade sugli Stati confinanti con la Siria, ovvero "Libano, Giordania, Turchia e Iraq", che "hanno la responsabilità primaria" di ospitarli.

Se tre milioni sono quelli che hanno lasciato la Siria, ci sono però anche 4,6 milioni di persone che vivono sotto assedio e in aree difficilmente accessibili. Contro queste persone, denunciano le Nazioni Unite, "crimini impensabili continuano a essere commessi quotidianamente", da una parte e dall'altra.

L'Onu denuncia un aumento di arresti arbitrari, sparizioni e torture commesse dal regime di Bashar al-Assad, ma pure attacchi indiscriminati su aree abitate dai civili ritenuti vicini all'opposizione. Dall'altra parte ci sono gruppi terroristici come al-Nusra, vicino ad al-Qaeda e il sedicente Stato islamico, sulla cui efferatezza non c'è ormai più bisogno di farsi grandi domande.

"Si caratterizzano per la loro brutalità verso i civili e per gli attacchi contro le minoranze", denuncia il dossier dell'Onu, se dubbi ce ne fossero mai stati. E intanto annuncia che pubblicherà una lista di persone che si sono macchiate di crimini di guerra, per "contribuire a proteggere la popolazione".