Siria, SAS in azione: eliminato il boia del fuoco

Il cecchino della SAS ha eliminato il terrorista da 1500 metri. L’episodio è avvenuto una settimana fa in un piccolo villaggio nei pressi di Raqqa. Il boia del fuoco era uno dei terroristi emergenti dell’Isis. L'operazione ha coinvolto anche i Berretti Verdi. I vecchi membri della Kill List

Un cecchino britannico della SAS, Special Air Service, ha eliminato un terrorista da 1500 metri che si stava preparando ad uccidere diversi ostaggi con un lanciafiamme. L’operatore della SAS ha centrato con un preciso colpo esploso dal suo Barrett calibro 50, il serbatoio del combustibile sulla schiena del terrorista. L’enorme palla di fuoco ha ucciso altri tre membri dello Stato islamico, sul posto per girare il video dell’esecuzione. L’episodio è avvenuto una settimana fa, in un piccolo villaggio nei pressi di Raqqa, in Siria. A rivelare l’operazione congiunta è stato il Daily Star Sunday. Il cecchino della SAS ha atteso che il terrorista concludesse il suo discorso al megafono prima di aprire il fuoco. Poco dopo l'esplosione, il villaggio è stato messo in sicurezza dalle forze speciali inglesi e dai Berretti Verdi statunitensi. Il Pentagono rivela che l’uomo dotato di lanciafiamme, era inserito nella kill list da diversi mesi a causa della sua crescente popolarità. Sebbene non sia stata diramata la sua identità, era noto come uno dei boia emergenti dell’Isis, dopo la cattura del bulldozer di Fallujah e l'eliminazione di Jihadi John. Amava bruciare vive le sue vittime.

I vecchi membri della kill list della galassia jihadista

Jihadi John, terrorista borghese di 27 anni e primo boia mediatico dello Stato Islamico, è stato eliminato alle 23:41 di giovedì,12 novembre, nei pressi del tribunale islamico della città di Raqqa, capitale dello Stato islamico, da tre droni durante una missione di sorveglianza armata. L'uomo si trovava a bordo di un mezzo con altre tre persone. I droni americani sono decollati dalla base aerea di Incirlik. Il mezzo di Mohammed Emwazi è stato colpito da due missili anticarro. I quattro all’interno del mezzo non blindato, tra cui il boia, non hanno avuto scampo. I missili sono stati lanciati da un Reaper USA, comandato in remoto dalla Creech Air Force Base, in Nevada. Era un reclutatore, non di certo un tattico. Mohammed Emwazi è nato il 17 agosto del 1988 in Kuwait. Si trasferisce nella zona ovest di Londra nel 1994 dove cresce con un fratello e due sorelle. Di famiglia benestante (di origini irachene), frequenta prima la St. Mary Magdalene Church of England e successivamente la Quintin Kynaston School prima di laurearsi presso l'Università di Westminster nel 2009, con una tesi in programmazione informatica. Mohammed Emwazi avrebbe raggiunto la Siria nel 2013 per l’indottrinamento sul campo. Pochi mesi dopo sarebbe diventato il boia, protagonista di quei video che tanto sdegno hanno provocato nell’Occidente. La sua prima apparizione risale all’agosto dello 2013, quando decapita il giornalista americano James Foley. Secondo l’analisi computerizzata effettuata sugli altri video (timbro vocale, movenze, cadenza, pulsazioni, altezza, impronte, mappatura fisiologica, colore della pelle e peso indicativo), Emwazi avrebbe poi giustiziato il giornalista americano Steven Sotloff, l’operatore umanitario britannico David Haines, il tassista inglese Alan Henning e l’operatore umanitario americano Peter Kassig. In ogni video, l'uomo appariva vestito con un abito e con un passamontagna nero che lo ricoprivano integralmente. Non i suoi occhi, così come la parte superiore del naso. Fin dal primo video, il boia ha svelato alcuni indizi. Il suo marcato accento britannico, nei video in cui scherniva le potenze Occidentali prima di trucidare gli ostaggi, è stato il primo tassello del mosaico.

Il maiale, soprannominato così dagli occidentali per via del suo peso, è stato catturato il due giugno scorso durante un raid degli specnaz del GRU. Le informazioni sul bulldozer sono sempre state molto scarse: sovrappeso, spietato, carnefice sanguinario specializzato nel torturare i bambini. Forse di origine curda. Il bulldozer ha decapitato uomini e reciso arti di numerosi bambini: questa la punizione per chi non si consacrava allo Stato islamico. Secondo la ricostruzione dei prigionieri scampati alla morte, a chi veniva catturato era offerta una possibilità: combattere per l’Isis o affrontare il bulldozer. L’Isis costringe anche i bambini a guardare le esecuzioni ed incita i giovani ad effettuarle materialmente. Nel califfato era comunque una sorta di celebrità. L’ultima sua apparizione in una zona remota nel deserto dello Yemen, mentre trucidava alcuni soldati yemeniti. La presenza del bulldozer in un nuovo video di propaganda realizzato al di fuori dei confini siriani ed iracheni del califfato, confermava il suo ruolo crescente ruolo all’interno dell’organizzazione. Ciò potrebbe aver accelerato le operazioni volte alla sua cattura.

Abu Wahib, emiro militare dello Stato islamico nella provincia di Anbar, eliminato da un drone americano il sei maggio scorso. Abu Wahib, comandante della più estesa provincia irachena, si trovava a bordo di un mezzo con altri tre militanti nei pressi di Rhutba, un piccolo paese nei pressi di Anbar, a circa 50 miglia dal confine con la Siria, quando è stato colpito dai missili statunitensi. Abu Wahib (padre generoso), vero nome Shaker Wahib al-Fahdawi al-Dulaimi, è nato nel 1986. Viene arrestato nel 2006, all’epoca universitario, con l’accusa di essere un terrorista di al-Qaeda in Iraq. Trasferito nel centro di detenzione di Camp Bucca, viene condannato a morte nel 2009 ed inviato con altri terroristi nella prigione centrale di Tikrit. Riesce a fuggire nel 2012 a seguito di un attacco nella struttura penitenziaria delle forze dello Stato islamico. Poche settimane dopo, Abu Wahib è nominato emiro della provincia di Anbar e comandante della milizia Al-Anbar Lions. È stato immortalato in numerosi video famosi del gruppo, come quello dell’esecuzione dei tre camionisti siriani avvenuto nell’estate del 2013, catturati mentre viaggiavano attraverso il deserto iracheno e sospettati di essere alawiti, la setta sciita del presidente siriano Bashar al-Assad.

Denis Cuspert, il rapper dell’Isis meglio noto con il suo nome d’arte Deso Dogg, è stato eliminato durante un raid USA, il 17 ottobre scorso. L’uomo, insieme ad altri due terroristi, era a bordo di un auto quando è stato raggiunto da due missili lanciati da un drone della CIA che proprio in quelle ore stava monitorando l’evolversi della situazione. Esponente della Jihad Cool, era ritenuto il miglior musicista tra quelli reclutati dall’Isis, almeno secondo i terroristi. Deso Dogg, il cui vero nome era Denis Cuspert, è stato un mediocre cantante della scena musicale berlinese prima di entrare a far parte di Al Qaeda e poi delle fila dell’Isis. L’uomo è apparso in numerosi video di propaganda volti al reclutamento di jihadisti tedeschi.

Abu Bakr al-Turkmani, emiro amministrativo dello Stato islamico, eliminato il dieci settembre dello scorso anno nei pressi di Tal Afar, in Iraq. Dopo essersi fatto un nome nel ramo iracheno di al-Qaeda, Abu Bakr al-Turkmani è divenuto uno stretto collaboratore della leadership anziana dell’Isis a Mosul e Tal Afar.

Sanafi al-Nasr, cittadino saudita il cui vero nome è Abdul Mohsen Adballah Ibrahim al Charekh, figura di spicco del Gruppo Khorasan trasferitosi in Siria, è stato eliminato durante un raid della Coalizione a guida USA nel settembre dello scorso anno. Il martirio di Nasr è stato ampiamente ripreso dai social media jihadisti. Il gruppo Khorasan è composto da veterani provenienti dal Fronte al Nusra, affiliato siriano di Al-Qaida che combatte contro il governo del presidente Bashar Assad. Il gruppo Khorasan ha una caratteristica fondamentale: è dedito esclusivamente all’Occidente, pianificando attacchi e sfruttando il know-how acquisito nella realizzazione di bombe non metalliche da collocare sugli aerei di linea, con il reclutamento di terroristi con passaporto occidentale. Il gruppo Khorasan, a differenza dell’Isis, è formato da pochi individui, ma sono tutte figure di alto profilo altamente addestrate. Elemento chiave nella gestione delle finanze di al-Qaeda, ha svolto anche il ruolo di reclutatore in Turchia, Pakistan e Siria. Jihadista di lunga data, è stato il principale finanziatore di svariati fazioni legate ad al-Qaeda, gestendo i patrimoni dei donatori dell’organizzazione terroristica provenienti dal Golfo. Stratega molto influente, ha ricoperto svariati ruoli operativi in Afghanistan e Pakistan e l'Iran. Tesoriere di al-Qaeda nel 2012, si trasferisce in Siria nel 2013 dove diviene una delle figure più importanti del gruppo al Nusra. Braccio destro dell’ex leader Muhsin al Fadhli, ha contribuito a mantenere i contatti con tutte le principali figure di al-Qaeda.

Fadhil Ahmad al-Hayali, secondo in comando dello Stato islamico, è stato eliminato nel nord dell'Iraq nell’agosto dello scorso anno. Noto anche come Hajji Mutazz, stava viaggiando in un veicolo nei pressi di Mosul, quando è stato eliminato in un attacco aereo statunitense. Hayali era una delle figure più influenti e vicine al leader dello Stato Islamico, Abu Bakr al-Baghdadi. Come gran parte della leadership di alto livello dello Stato Islamico, anche Hayali era stato un ufficiale dell'esercito iracheno sotto Saddam Hussein. Era anche un ex membro delle forze speciali del paese. Hayali trascorse un periodo nel campo di prigionia Bucca (gestito dagli Stati Uniti), principale centro di detenzione per i membri della rivolta sunnita. La stessa struttura detentiva dove è stato trattenuto Baghdadi. Quel carcere sarebbe diventato un incubatore di tutti i membri di al-Qaeda in Iraq, evolutosi poi nello Stato islamico.

Commenti

agosvac

Lun, 12/09/2016 - 15:27

Lasciando stare tutti gli altri, c'è da dire che questo terrorista è morto nel suo stesso fuoco, quello che amava usare per bruciare vivi i suoi nemici. Non è che Allah si sia stancato della ferocia di quelli che non sono più neanche terroristi ma nient'altro che serial killer???

sparviero51

Lun, 12/09/2016 - 20:55

QUESTE SÌ CHE SONO BELLE E BUONE NOTIZIE !!!

Ritratto di ezekiel

ezekiel

Lun, 12/09/2016 - 20:57

La pietra torna addosso a chi la rotola.

Ritratto di bonoitalianoma

bonoitalianoma

Lun, 12/09/2016 - 21:16

Chi di fuoco ferisce di fuoco perisce. Provare per credere

Agus

Lun, 12/09/2016 - 21:52

Sara`andata proprio cosi`? Che sappia io dopo 1500 metri la pallottola è fredda, puo`si uccidere, bucare il contenitore sulle spalle del beduino, ma credo, non farlo esplodere. Beh l`importante è che il tagliagole sia crepato

nunavut

Lun, 12/09/2016 - 22:13

@ Agus possibile una specie di dum-dum.Se ricordo bene ho visto un filmato sui snipers in Afganistan sparò abbastanza da lontano (visto la grandezza dei guerriglieri) e quando la pallottola arrivò ci fu come un piccolo scoppio,preciso non sono un esperto in balistica !!!

Ritratto di Leonida55

Leonida55

Lun, 12/09/2016 - 22:16

Che gente raffinata è stata descritta dall' articolo. Sicuramente ci sarà qualche demente che dirà: si però... e li difende. Per me, da considerare complici, per apologia di un reato così schifoso.

mariod6

Mar, 13/09/2016 - 10:29

Bravo il soldato. Però meno pubblicità agli assassini dell'isis. Ogni citazione li esalta e li rende orgogliosi. Lasciarli nel totale silenzio e indifferenza gli rode più del singolo proiettile. Se poi i servizi seguissero i flussi di denaro e facessero fuori in silenzio i finanziatori ed i banchieri conniventi, sarebbe ancora meglio.

mariod6

Mar, 13/09/2016 - 10:31

@ agosvac - allah è sempre al bar e ormai sarà anche sbronzo. Non può tener d'occhio tutti i suoi accoliti e ha già finito le vergini.

Ritratto di siredicorinto

siredicorinto

Mar, 13/09/2016 - 10:54

mariod - ahahahahahahahahahahahahah bellissima questa, complimenti.